METODOLOGIE
PER LE ANALISI CHIMICHE
A M M O N I A
C A
REATTIVI
IMPIEGATI
Reattivo di Nessler. Già pronto in commercio.
Cloruro d’ammonio: NH4Cl.
SOLUZIONI DI RIFERIMENTO
Si preparano 250 ml di una soluzione contenente 150 mg/l di ione
ammonio, pesando NH4Cl e sciogliendolo in acqua distillata. Si diluisce
50 volte tale soluzione (es.: 20 ml a 1000) ottenendo una
concentrazione di 3 mg/l di ione ammonio.
In una serie di matracci da 100, utilizzando una buretta, si pongono
rispettivamente:
0 (bianco) - 10 – 20 – 30 – 40
– 50 – 60 – 70 – 80 –
90 – 100 ml di tale soluzione e si porta a volume. (Calcolare
le concentrazioni in mg/l di NH4+ in ogni matraccio e riportarle in una
tabella).
Si prelevano 20 ml da ogni matraccio e si pongono in una provetta. Si
aggiungono 2 ml di reattivo di Nessler, si attendono 5’ e si
misura l'assorbanza al colorimetro alla lunghezza d’onda di
420 nm contro il bianco, completando la tabella
Assorbenza/Concentrazione.
Si costruisce la curva di taratura Assorbanza/Concentrazione in mg/l di
NH4+.
ANALISI DEI
CAMPIONI
- Soluzione
incognita di prova. Se necessario, portare a volume con acqua
distillata il matraccio contenente la soluzione di prova. Diluire
opportunamente l’acqua in esame in modo da ottenere un colore
comparabile con le soluzioni di riferimento. Prelevare 20 ml in una
provetta e aggiungere 2 ml di reattivo di Nessler. Attendere
5’ e determinare la concentrazione per confronto ottico con
la serie di soluzioni di riferimento o misurare l’assorbanza
a 420 nm al colorimetro contro un bianco formato dagli stessi reattivi
in acqua distillata, ricavando poi la concentrazione dalla curva di
taratura e tenendo conto delle eventuali diluizioni. Se la soluzione si
intorbida occorre prima distillare una parte di acqua e sul distillato
si effettuano le misure oppure a 100 ml dell’acqua in esame
si aggiungono 1 ml di ZnSO4.7H2O (50g/500 ml) e 1,5 ml NaOH 24% (6 N).
Si lascia a riposo 2 minuti e poi si centrifuga per 3 minuti. A 20 ml
del liquido limpido si aggiungono i reattivi e si eseguono le misure
come visto in precedenza, tenendo sempre conto delle diluizioni.
- Acque potabili.
In una provetta si introducono 20 ml dell’acqua in esame e si
aggiungono 2 ml di reattivo di Nessler. Si attendono 5’ e si
determina la concentrazione per confronto ottico con la serie di
soluzioni di riferimento a concentrazione nota o si misura
l’assorbanza a 420 nm al colorimetro contro un bianco formato
dagli stessi reattivi in acqua distillata, ricavando poi la
concentrazione dalla curva di taratura. Se la soluzione si intorbida
occorre procedere come visto in precedenza.
Acque di scarico. In questo caso si diluisce opportunamente
l’acqua in esame, fino ad ottenere un colore comparabile con
le soluzioni di riferimento. Per il primo tentativo si possono
impiegare, ad esempio, 2 ml di acqua in esame e 18 di acqua distillata,
corrispondente a 10 diluizioni. Si procede poi come visto in
precedenza, tenendo sempre conto delle diluizioni.
C L O R U R I
REATTIVI IMPIEGATI
Cloruro di sodio: NaCl
Acido nitrico (HNO3) diluito 1:1
Mercurio solfocianuro (Hg(SCN)2 ) saturo e caldo in acqua (solub. in
H2O/25°C 0,7 g/l)
Ferro perclorato (Fe(ClO4)3 ) 8% (8 g in 100 ml di H2O + 7,5 cc di HNO3
conc.)
SOLUZIONI DI
RIFERIMENTO
Si prepara un litro di una soluzione contenente 50 mg/l di ione
cloruro, pesando NaCl e sciogliendolo in acqua distillata.
In una serie di matracci da 100, usando una buretta, si pongono
rispettivamente:
0 (bianco) - 10 - 20 - 30 - 40 - 50 - 60 - 70 - 80 - 90 - 100 ml di
tale soluzione e si porta a volume. (Calcolare le concentrazioni in
mg/l di Cl in ogni matraccio e riportarle in una tabella).
Si prelevano, con una pipetta o una buretta, 10 ml da ogni matraccio e
si pongono in una provetta. Si aggiungono 2 gocce di HNO3 diluito 1:1,
2 ml di Hg(SCN)2 saturo e caldo in acqua. Dopo 5’ si
aggiungono ancora 2 ml di Fe(ClO4)3 all’8%. Trascorsi
5’ si misura al colorimetro alla lunghezza d'onda di 455 nm
contro il bianco, completando la tabella Assorbanza/Concentrazione.
Si costruisce la curva di taratura Assorbanza/Concentrazione in mg/l di
Cl.
ANALISI DEI
CAMPIONI
- Soluzione
incognita di prova. Se necessario, portare a volume con acqua
distillata il matraccio contenente la soluzione di prova. Diluire
opportunamente l’acqua in esame in modo da ottenere un colore
comparabile con le soluzioni di riferimento. Prelevare 10 ml e porli in
una provetta. Aggiungere i reattivi e dopo 5’ misurare
l'assorbanza al colorimetro a 455 nm, contro un bianco formato dagli
stessi reattivi in acqua distillata, ricavando poi la concentrazione
dalla curva di taratura e tenendo conto delle eventuali diluizioni.
- Acque
potabili. In una provetta introdurre 10 ml dell’acqua in
esame e si aggiungere i reattivi utilizzati per la preparazione delle
soluzioni di riferimento. Attendere 5’ e misurare
l'assorbanza a 455 nm al colorimetro contro un bianco formato dagli
stessi reattivi in acqua distillata, ricavando poi la concentrazione
dalla curva di taratura e tenendo conto delle eventuali diluizioni.
-
Acque di scarico. In questo caso si diluisce opportunamente
l’acqua in esame, fino ad ottenere un colore comparabile con
le soluzioni di riferimento. Per il primo tentativo si possono
impiegare, ad esempio, 1 ml di acqua in esame e 9 di acqua distillata,
corrispondenti a 10 diluizioni. Si procede poi come visto in
precedenza, tenendo conto delle eventuali diluizioni.
N
I T R A T I
REATTIVI
IMPIEGATI
Potassio nitrato: KNO3.
SOLUZIONI DI
RIFERIMENTO
Si preparano 500 ml di una soluzione contenente 50 mg/l di azoto
pesando KNO3 e sciogliendolo in acqua distillata. Si diluisce 5 volte
tale soluzione, ottenendo una concentrazione di 10 mg/ l di N.
In una serie di matracci da 100, utilizzando una buretta, si pongono
rispettivamente:
0 (bianco) - 5 - 10 – 15 - 20 – 25 - 30 –
35 - 40 ml di tale soluzione e si porta a volume. (Calcolare le
concentrazioni in mg/l di N in ogni matraccio e riportarle in una
tabella).
Si trasferisce un’aliquota di ogni soluzione in una cuvetta
di quarzo e si misura l'assorbanza al colorimetro alla lunghezza d'onda
di 220 nm contro il bianco, costituito da acqua distillata, completando
la tabella Assorbanza/Concentrazione.
Si costruisce la curva di taratura Assorbanza/Concentrazione in mg/l di
N.
ANALISI DEI
CAMPIONI
1.
Soluzione incognita di prova. Se necessario, portare a volume con acqua
distillata il matraccio contenente la soluzione di prova. Diluire
opportunamente l’acqua in esame in modo da ottenere una
concentrazione comparabile con le soluzioni di riferimento. Trasferire
un’aliquota in una cuvetta di quarzo e misurare l'assorbanza
al colorimetro a 220 nm contro un bianco costituito da acqua
distillata, ricavando poi la concentrazione dalla curva di taratura e
tenendo conto delle eventuali diluizioni.
2.
Acque potabili. Trasferire un’aliquota dell’acqua
da analizzare in una cuvetta di quarzo e misurare l'assorbanza al
colorimetro a 220 nm contro un bianco costituito da acqua distillata,
ricavando poi la concentrazione dalla curva di taratura.
Acque di scarico. In questo caso si diluisce opportunamente
l’acqua in esame, fino ad ottenere una concentrazione
comparabile con le soluzioni di riferimento. Per il primo tentativo si
possono impiegare, ad esempio, 2 ml di acqua in esame e 18 di acqua
distillata, corrispondenti a 10 diluizioni. Si procede poi come visto
in precedenza, tenendo conto delle eventuali diluizioni.
N
I T R I T I
REATTIVI
IMPIEGATI
Reattivo di Griess. Già pronto in commercio.
Nitrito di sodio: NaNO2.
SOLUZIONI DI RIFERIMENTO
Si preparano 250 ml di una soluzione contenente 100 mg/l di azoto,
pesando NaNO2 e sciogliendolo in acqua distillata. Si diluisce 1000
volte (ad es. in due passaggi: 10 ml a 100 e 10 ml a 1000), ottenendo
una soluzione 0,1 mg/ l di N.
In una serie di matracci da 100, utilizzando una buretta, si pongono
rispettivamente:
0 (bianco) - 10 – 20 – 30 – 40
– 50 – 60 – 70 – 80 –
90 – 100 ml di tale soluzione e si porta a volume. (Calcolare
le concentrazioni in mg/l di N in ogni matraccio e riportarle in una
tabella).
Si prelevano 20 ml da ogni matraccio e si pongono in una provetta. Si
aggiunge 1 ml di reattivo di Griess in ogni provetta, si attendono
30’ e si misura l'assorbanza al colorimetro alla lunghezza
d'onda di 520 nm contro il bianco, completando la tabella
Assorbanza/Concentrazione.
Si costruisce la curva di taratura Assorbanza/Concentrazione in mg/l di
N.
ANALISI DEI
CAMPIONI
-
Soluzione incognita di prova. Se necessario, portare a volume con acqua
distillata il matraccio contenente la soluzione di prova. Diluire
opportunamente l’acqua in esame in modo da ottenere un colore
comparabile con le soluzioni di riferimento. Prelevare 20 ml da ogni
matraccio e porli in una provetta. Aggiungere 1 ml di reattivo di
Griess. Attendere 30’ e determinare la concentrazione per
confronto ottico con la serie di soluzioni di riferimento o misurare
l'assorbanza a 520 nm al colorimetro contro un bianco, formato dagli
stessi reattivi in acqua distillata, ricavando poi la concentrazione
dalla curva di taratura e tenendo conto delle eventuali diluizioni.
- Acque
potabili. In una provetta si introducono 20 ml dell’acqua in
esame e si aggiunge 1 ml di reattivo di Griess. Si attendono
30’ e si determina la concentrazione per confronto ottico con
la serie di soluzioni di riferimento a concentrazione nota o si misura
l'assorbanza a 520 nm al colorimetro contro un bianco, formato dagli
stessi reattivi in acqua distillata, ricavando poi la concentrazione
dalla curva di taratura e tenendo conto delle eventuali diluizioni.
- Acque
di scarico. In questo caso si diluisce opportunamente l’acqua
in esame, fino ad ottenere un colore comparabile con le soluzioni di
riferimento. Per il primo tentativo si possono impiegare, ad esempio, 2
ml di acqua in esame e 18 di acqua distillata, corrispondente a 10
diluizioni. Si procede poi come visto in precedenza, tenendo conto
delle eventuali diluizioni.
F E R R O
REATTIVI
IMPIEGATI
Acido clorodrico (HCl) diluito 1:1.
Solfocianato di potassio in soluzione al 25%: si sciolgono 50 g di KSCN
in acqua distillata esente da ferro e si porta a volume a 200 ml.
Acqua ossigenata a 12 volumi.
Etere etilico.
Solfato ferrico ammonico.
SOLUZIONI DI
RIFERIMENTO
Si prepara una soluzione contenente 2 mg/l di Fe, pesando solfato
ferrico ammonico (NH4Fe(SO4) 2.12H2O), aggiungendo 20 ml di HCl 1:1 e
portando a volume a 1000 ml. Si prelevano 20 ml di tale soluzione e si
diluiscono a 1000 ml. Quest’ultima soluzione contiene 2 mg/l
di Fe.
In una serie di matracci da 100, utilizzando una buretta, si pongono
rispettivamente:
0 (bianco) - 10 – 15 – 20 – 30
– 40– 50 – 60 ml di tale soluzione e si
porta a volume. (Calcolare le concentrazioni in mg/l di Fe e riportarle
in una tabella).
Si prelevano 10 ml da ogni matraccio e si versano in una provetta con
tappo, dove sono già stati posti 1 ml di HCl diluito e 1 ml
di KSCN al 25%; si aggiungono 2 gocce di H2O2 a 12 volumi per ossidare
il ferro da bivalente a trivalente e 5 ml di etere etilico. Si tappa,
si agita e si lascia a riposo fino a separazione delle fasi. Si preleva
quindi la fase eterea superiore con una pipetta Pasteur e si misura
l’assorbanza al colorimetro alla lunghezza d'onda di 520 nm
contro il bianco, completando la tabella Assorbanza/Concentrazione.
Si costruisce la curva di taratura Assorbanza/Concentrazione in mg/l di
Fe.
Non usando l’H2O2 si può determinare il solo ferro
trivalente presente.
ANALISI DEI
CAMPIONI
-
Soluzione incognita di prova. Se necessario, si porta a volume con
acqua distillata il matraccio contenente la soluzione incognita di
prova. Si diluisce opportunamente l’acqua in esame in modo da
ottenere un colore comparabile con le soluzioni di riferimento. Si
pongono in una provetta con tappo 1 ml di HCl diluito 1:1 e 1 ml di
KSCN al 25%; si aggiungono 10 ml della soluzione incognita di prova,
due gocce di H2O2 a 12 volumi e 5 ml di etere etilico. Si tappa, si
agita e si lascia a riposo fino a separazione delle fasi. Si preleva
quindi la fase eterea superiore con una pipetta Pasteur e si misura
l’assorbanza al colorimetro a 520 nm, contro un bianco
formato dagli stessi reattivi in acqua distillata, ricavando poi la
concentrazione dalla curva di taratura e tenendo conto delle eventuali
diluizioni.
- Acque
potabili. In una provetta con tappo si introducono 1 ml di HCl diluito
1:1 e 1 ml di KSCN al 25%; si aggiungono 10 ml dell’acqua in
esame, due gocce di H2O2 a 12 volumi e 5 ml di etere etilico. Si tappa,
si agita e si lascia a riposo fino a separazione delle fasi. Si preleva
quindi la fase eterea superiore con una pipetta Pasteur e si misura
l’assorbanza a 520 nm, contro un bianco formato dagli stessi
reattivi in acqua distillata, ricavando poi la concentrazione dalla
curva di taratura.
- Acque
di scarico. In questo caso si diluisce opportunamente l'acqua in esame,
fino ad ottenere un colore comparabile con le soluzioni di riferimento.
Per il primo tentativo si possono impiegare 1 ml di acqua in esame e 9
di acqua distillata, corrispondenti a 10 diluizioni. Si procede poi
come visto in precedenza, tenendo sempre conto delle diluizioni.
SODIO
Si
determina con la tecnica della fotometria di fiamma in emissione.
Si preparano una o più soluzioni standard dell'elemento che
si deve determinare (in questo caso lo ione Na+). Con una soluzione a
concentrazione nulla si controlla lo zero dello strumento. Con la
soluzione a massima concentrazione si imposta il valore del fondoscala.
Si effettuano poi le misure dei campioni da analizzare. La
concentrazione del sodio si ottiene facendo la proporzione tra il
valore del fondoscala e la relativa concentrazione e il valore letto
sullo strumento.
RESIDUO A
180°C
Si
evaporano, su un fornello elettrico, 100 ml dell'acqua in esame in una
capsula di porcellana, preventivamente pesata.
Quando il liquido si è ridotto a pochi ml si introduce la
capsula in stufa a 100°C, e quando è a secco si
innalza la temperatura a 180°C.
Dopo 15' si estrae la capsula, la si lascia raffreddare in essiccatore
e la si pesa rapidamente.
Moltiplicando la differenza di peso per 10 si ottengono i mg/l di
residuo.
pH
Si
misura al pHmetro, dopo aver tarato lo strumento con una soluzione
tampone a pH 7.
CONDUCIBILITA'
Si
misura al conducimetro, dopo aver tarato lo strumento con una soluzione
standard.
DUREZZA
TOTALE
Per
durezza di un'acqua si intende il suo contenuto complessivo di ioni
calcio e magnesio. Si determina attraverso una titolazione
complessometrica con EDTA e nero eriocromo come indicatore. Quando gli
ioni calcio e magnesio sono stati complessati completamente, la prime
goccia in eccesso di titolante fa cambiare colore all'indicatore.
REATTIVI
IMPIEGATI
-
TITOLANTE.
Soluzione 0,01 M di EDTA bisodico (acido etilendiamminotetraacetico
bisodico). Esistono in commercio soluzioni già pronte
all'uso, oppure si prepara pesando esattamente 3,7224 g di EDTA
bisodico (P.M. = 372,24), sciogliendolo in acqua deionizzata e portando
la soluzione a volume a 1 litro in un matraccio tarato. Ciascuna
molecola si EDTA bisodico forma una molecola di complesso per cui il
numero di moli è uguale al numero di equivalenti (e/m = 1).
In questo caso la normalità è quindi uguale alla
molarità (N = M).
- INDICATORE.
Nero Eriocromo T. Si utilizza in polvere, eventualmente miscelato in
proporzione 1:100 con cloruro di sodio per diluirlo.
- SOLUZIONE
TAMPONE a pH = 10.
Sciogliere 54 g di cloruro di ammonio in acqua deionizzata , aggiungere
350 ml di ammoniaca concentrata e portare il tutto avolume a 1 litro in
un matraccio tarato con acqua deionizzata.
MODALITA'
OPERATIVE
Si prelevano esattamente 100 ml dell'acqua in esame e si introducono in
una beuta da 250 ml per la titolazione. Si aggiungono circa 5 ml di
soluzione tampone e una piccola quantità di indicatore in
modo che la soluzione assuma un colore rosa pallido.
Si riempie e si azzera una buretta con la soluzione di EDTA bisodico e
si esegue la titolazione fino al viraggio di colore dal rosa
all'azzurro. Durante la titolazione la beuta viene tenuta in agitazione
continua, o mediante agitatore magnetico, o manualmente. La prova viene
eventualmente ripetuta fino ad avere un risultato costante.
ESPRESSIONE
DEI RISULTATI
Come in tutte le titolazioni risulta che gli equivalenti di soluzione
titolata sono uguali agli equivalenti di soluzione titolante.
Equivalenti
sol. titolata = Equivalenti sol. titolante
g
/ P.E. = V (litri) • N
Da
cui: g = V (litri) • N • P.E.
e
: mg = V (ml) • N • P.E.
Applicando
questa formula al nostro caso i mg di CaCO3 presenti nei 100 ml di
acqua utilizzati per l'analisi risultano:
CaCO3
(mg /100 ml) = V • N • P.E.
V
= ml di soluzione di EDTA bisodico (titolante)
N = normalità della soluzione di EDTA bisodico (titolante)
P.E. = peso equivalente di CaCO3 = P.M. = 100
La
durezza si esprime normalmente in gradi francesi che corrispondono ai
mg di CaCO3 presenti in 100 ml di acqua.
Dato
che: N (EDTA) • P.E. (CaCO3) = 0,01 • 100 = 1
Risulta
che:
|
CaCO3
(mg/100 ml) = Durezza ( °F ) = V
|

Allievi
al lavoro nel laboratorio di chimica. |