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ASPETTI
MICROBIOLOGICI
Indicatori microbici
della
qualità dell’acqua
Le
acque possono essere contaminate da microrganismi patogeni per
l’uomo responsabili di gravi malattie batteriche (tifo,
dissenteria, colera) o virali (epatiti, enteriti). I patogeni arrivano
al corpo idrico attraverso le feci e le urine di portatori infetti.
La ricerca diretta di tali agenti patogeni nelle acque destinate al
consumo umano è complessa e di difficile esecuzione.
La ricerca frequente di microrganismi indicatori di inquinamento fecale
rimane dunque, il metodo più sensibile e più
specifico per valutare la qualità igienica
dell’acqua.. I batteri indicatori di inquinamento fecale
devono rispondere ad alcuni criteri per dare risultati analitici utili.
Essi devono essere costantemente presenti ed in gran numero negli
escrementi dell’uomo e degli animali a sangue caldo, essere
facilmente individuabili con metodi semplici e non devono potersi
moltiplicare nell’acqua naturale. In oltre è
essenziale che la loro persistenza nell’acqua e la loro
sensibilità ai metodi di depurazione siano comparabili a
quelli degli organismi patogeni trasportati dall’acqua. I
principali gruppi di microrganismi indicatori di inquinamento fecale
sono: i coliformi (cui appartiene l’Escherichia coli umano )
e gli streptococchi fecali.
ASPETTI
CHIMICI
Ammoniaca NH3
Il
termine ammoniaca raccoglie la forma non ionizzata NH3 e la forma
ionizzata NH4.
La presenza di ammoniaca nell’ambiente risulta da processi
metabolici, agricoli e industriali e dall’utilizzo di
clorammine come disinfettanti. Le concentrazioni naturali nelle falde
sotterranee e di superficie sono generalmente inferiori a 0,2 mg\
litro. Le acque sotterranee anaerobie possono contenerne fino a 3
mg\litro. L’allevamento intensivo puo’dar luogo a
concentrazioni molto più elevate nelle acque di superficie.
La presenza di ammoniaca nell’acqua indica un possibile
inquinamento da batteri, contaminazione da acque reflue o da deiezioni
animali.
L’ammoniaca è uno dei principali prodotti del
metabolismo dei mammiferi. Le sorgenti di esposizione ambientale
all’ammoniaca sono insignificanti a paragone con i
quantitativi prodotti all’interno del corpo. Effetti tossici
non si osservano che per esposizioni superiori a 200 mg\kg di peso
corporeo. La presenza di ammoniaca nell’acqua da bere non ha
alcun rapporto diretto con la salute umana, la proposta di valori guida
non è fondato su alcuna considerazione sanitaria.
Comunque, l’ammoniaca può compromettere
l’efficacia della disinfezione, provocare la formazione di
nitriti nei serbatoi, nuocere all’eliminazione del manganese
per filtrazione e provocare problemi di gusto e di odore sgradevoli.
Per tanto la concentrazione massima ammissibile è di 0,5
mg\litro ed il valore guida auspicabile 0,05 mg\litro.
Nitrati
NO2 e Nitriti NO3
Gli
ioni nitrato e nitrito si formano naturalmente nel ciclo
dell’azoto per trasformazione dei composti azotati presenti
nelle urine e nelle feci degli animali, per degradazione delle molecole
proteiche di piante ed animali morti. Piccoli quantitativi di ossidi
d’azoto giungono al suolo dall’atmosfera, ove si
sono formati, con le piogge e le nevi. Le concentrazioni di nitrati
d’origine naturale nelle acque di superficie e sotterranee
sono generalmente di qualche mg\litro.
In molte acque sotterranee, si osserva un aumento della concentrazione
di nitrati in ragione dello sviluppo delle pratiche agricole intensive
che prevedono laute concimazioni con urea, nitrati e nitrato ammonico
prodotti per sintesi chimica. Queste concentrazioni possono raggiungere
alcune centinaia di mg\litro. In diversi paesi del mondo fino al 10%
della popolazione è esposta a concentrazioni di nitrati
nell’acqua da bere superiori a 50 mg\litro.
In generale ,le verdure sono la principale fonte
d’esposizione ai nitrati fino a che la concentrazione
nell’acqua bevuta è inferiore a 10 mg\litro. Per
contro, l’acqua da bere diventa la principale fonte di
nitrati quando la loro concentrazione supera i 50 mg\litro.
Le sperimentazioni dimostrano che ne i nitrati ne i nitriti sono
direttamente cancerogeni per gli animali, ma la formazione endogena ed
esogena di composti N-nitrosi (di cui è nota per molti la
cancerogenicità sugli animali) determina il rischio di
cancro per l’uomo.
Studi epidemiologici dimostrano che esiste una correlazione geografica
tra esposizione ai nitrati e cancro, soprattutto cancro gastrico.
Stante la complessità del fenomeno dell’insorgenza
di neoplasie, precise relazioni quantitative non sono per ora state
ancora riconosciute.
Il valore guida per i nitrati nell’acqua potabile
è stato stabilito per evitare i casi di metaemoglobinemia,
che dipende dalla conversione dei nitrati in nitriti e dal legarsi di
questi ultimi all’emoglobina, impedendone la normale funzione
di trasporto dell’ossigeno. I neonati con meno di tre mesi
nutriti con il biberon sono i più sensibili a questo
fenomeno, ma casi sono segnalati anche tra la popolazione adulta.
Numerosi riscontri sperimentali epidemiologici confermano la fondatezza
del valore della concentrazione massima ammissibile per i nitrati a 50
mg\litro ed un valore guida auspicabile di 5 mg\litro
La presenza di nitriti è riscontrabile, sia pure raramente,
nelle acque. Essendo queste sostanze dotate di una capacità
di produrre metaemoglobinemia almeno dieci volte superiore ai nitrati
la loro concentrazione massima ammissibile è stabilita in
0,1 mg\litro auspicando come valore guida la completa assenza di
nitriti.
Cloruri
La
presenza di cloruri nell’acqua da bere può essere
attribuita a fenomeni naturali quali la contaminazione delle falde da
parte di acque marine, la presenza di intrusioni saline tra gli strati
geologici alimentanti le falde; oppure anche a reflui industriali e da
inquinamenti provenienti dalla salatura delle strade a scopo antigelo.
La principale sorgente di esposizione umana ai cloruri è la
salatura degli alimenti e questa fonte è generalmente molto
più importante che non l’acqua bevuta.
Una concentrazione eccessiva di cloruri accelera la corrosione dei
metalli nella rete di distribuzione, in funzione
dell’alcalinità dell’acqua.
Ciò può determinare un aumento della
concentrazione di certi metalli nell’acqua fornita ai
consumatori.
Nessun valore di concentrazione massima ammissibile fondato su criteri
di sanità è proponibile per i cloruri
nell’acqua potabile. Comunque una concentrazione superiore a
250mg\litro può essere percepita al gusto. Il valore guida
proposto dalla attuale normativa è di 25 mg\litro.
Ferro
Il
ferro è uno dei metalli più abbondanti sulla
crosta terrestre. Lo troviamo nelle acque dolci naturali a
concentrazioni che vanno da 0,5 a 50 mg\litro. Esso può
giungere alle acque potabili anche tramite il suo uso come coagulante o
in seguito alla corrosione delle condotte d’acciaio.
Il ferro è un elemento nutrizionale essenziale per
l’uomo. Il fabbisogno quotidiano varia da 10 a 50 mg\giorno
in funzione dell’età, del sesso, dello stato
fisiologico e della biodisponibilità del ferro nei diversi
composti.
A titolo precauzionale per prevenire eccessivi accumuli di ferro
nell’organismo è stata stabilita nel 1983 una dose
giornaliera massima tollerabile di 0,8 mg\kg di peso corporeo. Cui
consegue, attribuendo un 10% di tale dose all’acqua bevuta,
un valore di circa 2 mg\litro come soglia che non genera inconvenienti
per la salute. Ma già concentrazioni superiori a 0,2
mg\litro provocano la colorazione giallastra dell’acqua,
torpidità, depositi di idrossido ferrino con possibile
proliferazione di ferrobatteri, sapore sgradevole. Per tanto per le
acque potabili, pur senza fondarsi su criteri di sanità,
è attualmente in vigore una concentrazione massima
ammissibile pari a 0,2 mg\litro ed un valore guida di 0,05 mg\litro.
Sodio
Sali
di sodio (es. Cloruro di Sodio) sono presenti in pressoché
tutti gli alimenti(che costituiscono la principale fonte di esposizione
quotidiana al sodio) ed anche nelle acque da bere. Generalmente nelle
acque potabili il tenore in sodio non supera i 20 mg\litro ma in molte
zone possiamo riscontrare tenori ben superiori. Concentrazioni
superiori a 200 mg\litro possono dare all’acqua un gusto
inaccettabile.
Il fabbisogno umano medio giornaliero in sodio è di 2-2,5
grammi.
Non è possibile porre in relazione la presenza di sodio
nell’acqua con l’incremento della pressione
sanguigna, in quanto i massimi apporti di sodio derivano dagli alimenti.
Nessun limite fondato su criteri di sanità è
stato per tanto formulato, ma per evitare gusti sgradevoli la normativa
attualmente in vigore, prevede un limite di 200 mg\litro ed un valore
guida di 20 mg\litro.
Durezza
La
durezza dell’acqua è dovuta alla presenza di
calcio disciolto ed in misura minore di magnesio. La si esprime in
genere in quantità equivalente di carbonato di calcio oppure
in gradi francesi F°.
A seconda del pH e dell’alcalinità, una durezza
superiore a 200 mg\litro può provocare un deposito
soprattutto quando l’acqua è riscaldata. Le acque
dolci, dove la durezza è inferiore a 100mg\litro, hanno un
debole potere tampone e possono essere più corrosive per le
condotte. Non esistono prove sperimentali certe che verifichino la
relazione tra utilizzo di acque dure e malattie cardiovascolari e
nemmeno prove fondate sugli effetti sfavorevoli delle acque molto dolci
(povere di calcio e magnesio) sull’equilibrio minerale del
corpo umano. Il valore guida di è dunque fondato
sull’incidenza sul gusto e sulla formazione di depositi
calcarei che un’elevata durezza può dare.
Solfuro
di idrogeno
Il
solfuro di idrogeno è un gas il cui odore sgradevole
d’uovo marcio lo rende detestabile a bassissime
concentrazioni (meno di 8 microgrammi\ metrocubo d’aria).
Il solfuro d’idrogeno si forma per idrolisi dei solfuri
presenti nell’acqua. Le concentrazioni nell’acqua
da bere sono basse perché i solfuri si ossidano facilmente
quando l’acqua è ben aerata.
Nell’uomo, la tossicità acuta del solfuro
d’idrogeno per inalazione è elevata; si osserva
una irritazione oculare a concentrazioni di 15-30 mg\mc.
Anche se esistono pochi dati sulla tossicità per via orale,
è poco probabile che una persona possa assorbire una dose
dannosa di solfuro d’idrogeno con l’acqua da bere.
Di conseguenza, non è proponibile alcun valore guida fondato
su criteri si sanità. In ogni caso nelle acque potabili, il
gusto e l’odore di solfuro d’idrogeno non devono
essere percepibili.
|
|
ACQUE
DESTINATE AL CONSUMO UMANO
|
|
Dir. CEE n.80/778
|
|
(Dpr 24
maggio 1988 n. 236)
|
| |
Unità
di misura
|
V. G.
|
C. M. A.
|
Osservazioni
|
|
valore guida
|
conc.
massima ammissibile
|
|
PARAMETRI
ORGANOLETTICI
|
|
Colore
|
mg/l (scala
Pt/Co)
|
1
|
20
|
|
|
Torbidità
|
mg/l
SiO2
|
1
|
10
|
|
| |
unita' Jackson
|
0,4
|
4
|
|
|
Odore
|
tasso
di diluizione
|
0
|
2
a 12 °C
|
Da
confrontare con le determinaz. gustative
|
|
3
a 25 °C
|
|
Sapore
|
tasso
di diluizione
|
0
|
3
a 12 °C
|
Da
confrontare con le determinaz. gustative
|
|
3
a 25 °C
|
|
PARAMETRI
CHIMICO-FISICI
|
|
Temperatura
|
°C
|
12
|
25
|
|
|
pH
(concentr. ioni idrogeno)
|
unità
pH
|
tra
6,5 e 8,5
|
-
|
valori
massimi ammissibili: tra 6,0 e 9,5
|
|
Conducibilità
elettrica
|
µS/cm
a 20 °C
|
400
|
-
|
[…]
|
|
Cloruri
|
mg/lt Cl
|
25
|
-
|
è
opportuno non superare 200 mg/lt
|
|
Solfati
|
mg/lt
SO4
|
25
|
250
|
|
|
Silice
|
mg/lt
Si
|
-
|
-
|
per
memoria
|
|
Calcio
|
mg/lt Ca
|
100
|
-
|
|
|
Magnesio
|
mg/lt
Mg
|
30
|
50
|
|
|
Sodio
|
mg/lt
Na
|
20
|
175
|
[…]
|
|
Potassio
|
mg/lt
K
|
10
|
-
|
|
|
Alluminio
|
mg/lt
Al
|
0,05
|
0,02
|
|
|
Durezza
totale
|
°F
|
-
|
-
|
valori
consigliati: da 15 a 50 °F
|
|
Residuo
fisso
|
mg/lt
dopo
|
-
|
1500
|
|
|
essiccamento
|
|
|
Ossigeno
disciolto
|
%
di saturazione
|
-
|
-
|
>
75 % salvo per le acque sotterranee
|
|
Anidride
carbonica libera
|
mg/lt CO2
|
-
|
-
|
L'acqua
non dovrebbe essere aggressiva
|
|
PARAMETRI
CONCERNENTI SOSTANZE
INDESIDERABILI
|
|
Nitrati
|
mg/lt NO3
|
5
|
50
|
|
|
Nitriti
|
mg/lt NO2
|
-
|
0,1
|
|
|
Ammoniaca
|
mg/lt NH4
|
0,005
|
0,5
|
Concentrazioni
superiori ai valori-limite possono apportare modificazioni dei
caratteri organolettici dell'acqua
|
|
Azoto
Kjeldal
|
mg/lt N
|
-
|
1
|
Azoto Kjeldal
esclusi N di NO2 e NO3
|
|
Ossidabilità
|
mg/lt O2
|
0,5
|
5
|
|
|
Carbonio
organico totale (TOC)
|
µg/lt
C
|
-
|
-
|
per memoria
|
|
Idrogeno
|
µg/lt H2S
|
-
|
non rilevabile
|
|
|
solforato
|
organoletticam.
|
|
|
PARAMETRI
CONCERNENTI SOSTANZE INDESIDERABILI
(CONTINUA)
|
| |
|
|
|
|
|
Sost.
estribili con cloroformio
|
res.
secco mg/lt
|
0,1
|
-
|
|
|
Idrocarburi
|
µg/lt
|
-
|
10
|
|
|
disciolti o
emuls.
|
|
|
|
|
|
Fenoli
|
µg/lt
|
-
|
0,5
|
esclusi
i fenoli naturali che non reagiscono al cloro
|
|
C6H5OH
|
|
|
Boro
|
µg/lt
B
|
1000
|
-
|
|
|
Tensioattivi
|
µg/lt
|
|
|
|
|
- anionici (MBAS)
|
(laurilsolfonato)
|
-
|
200
|
|
|
- non ionici
|
(nonilfenolo)
|
-
|
-
|
per
memoria
|
|
Composti
|
µg/lt
|
1
|
50
|
|
|
Organoalogenati
|
[…]
|
|
Ferro
|
µg/lt
Fe
|
50
|
200
|
Concentrazioni
superiori ai valori-limite possono apportare modificazioni dei
caratteri organolettici dell'acqua
|
|
Manganese
|
µg/lt
Mn
|
20
|
50
|
Concentrazioni
superiori ai valori-limite possono apportare modificazioni dei
caratteri organolettici dell'acqua
|
|
Rame
|
µg/lt
Cu
|
100
|
1000
|
Concentrazioni
superiori ai valori-limite possono apportare modificazioni dei
caratteri organolettici dell'acqua […]
|
|
Zinco
|
µg/lt
Zn
|
100
|
3000
|
Concentrazioni
superiori ai valori-limite possono apportare modificazioni dei
caratteri organolettici dell'acqua
|
|
Fosforo
|
µg/lt
P2O5
|
400
|
5000
|
|
|
Fluoro
|
µg/lt
F
|
-
|
1500-700
|
[…]
|
|
Cobalto
|
µg/lt
Co
|
-
|
-
|
per
memoria
|
|
Materie in
sospensione
|
-
|
assenza
|
-
|
|
|
Cloro residuo
libero
|
mg/lt
|
-
|
-
|
[…]
(0,2)
|
|
Bario
|
mg/lt
Ba
|
-
|
-
|
|
|
Argento
|
µg/lt
Ag
|
-
|
10
|
[…]
|
|
PARAMETRI
CONCERNENTI SOSTANZE TOSSICHE
|
|
Arsenico
|
µg/lt
As
|
-
|
50
|
|
|
Berillio
|
µg/lt
Be
|
-
|
-
|
per
memoria
|
|
Cadmio
|
µg/lt
Cd
|
-
|
5
|
|
|
Cianuri
|
µg/lt
CN
|
-
|
50
|
|
|
Cromo
|
µg/lt
Cr
|
-
|
50
|
|
|
Mercurio
|
µg/lt
Hg
|
-
|
1
|
|
|
Nichel
|
µg/lt
Ni
|
-
|
50
|
|
|
Piombo
|
µg/lt
Pb
|
-
|
50
|
[…]
|
|
Antimonio
|
µg/lt
Sb
|
-
|
10
|
|
|
Selenio
|
µg/lt
Se
|
-
|
10
|
|
|
Antiparassitari
totali
|
µg/lt
|
-
|
0,5
|
[…]
|
|
-
per componente separato
|
µg/lt
|
-
|
0,1
|
|
|
Idrocarburi
policiclici
|
µg/lt
|
-
|
0,2
|
[…]
|
|
aromatici
(IPA)
|
|
|
|
|
|
PARAMETRI
BATTERIOLOGICI
|
|
Coliformi
|
100
ml
|
-
|
0
|
Non
più del 5% dei campioni esaminati nell’arco
dell’anno, e non più di due campioni consecutivi
prelevati nello stesso punto, possono eccedere tale limite
|
|
Totali
|
comunque mai
il contenuto di coliformi totali può essere superiore a 5
per 100ml.
|
|
Coliformi
|
100
ml
|
-
|
0
|
|
|
Fecali
|
|
|
Streptococchi
|
100
ml
|
-
|
0
|
|
|
Fecali
|
|
|
Spore di
Clostridi
|
100
ml
|
-
|
0
|
|
|
solforiduttori
|
|
|
Carica
batterica
|
1
ml
|
10
|
-
|
|
|
totale a
36°C
|
[…]
|
|
Carica
batterica
|
1
ml
|
100
|
-
|
|
|
totale a
22°C
|
[…]
|
|
Computo delle
colonie su Agar
|
|
|
|
Per acque
confezionate in recipienti chiusi
|
|
- a
36 °C
|
1
ml
|
5
|
20
|
|
|
-
a 22 °C
|
1
ml
|
20
|
100
|
|
|