LA
TRASFORMAZIONE BATTERICA |
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LICEO
SCIENTIFICO
“LEONARDO COCITO”
ALBA
A.S. 2004/2005
CLASSE 3^C |
IL
PLASMIDE INGEGNERIZZATO |
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Nel protocollo della trasformazione
batterica, il cui obiettivo è quello di rendere fluorescente (alla luce di un’apposita
lampada) un comunissimo Escherichia Coli, il plasmide ingegnerizzato è composto
da:
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La GFP (green fluorescent
protein) è un polipeptide, tipico di alghe marine e meduse, che rende fluorescente
l’organismo che la possiede.
Il gene d’interesse che codifica per tale proteina deve dunque essere necessariamente
presente nel plasmide.
La sequenza ORI è costituita da alcuni nucleotidi il cui compito è quello
di dare il segnale d’inizio per la sintesi della GFP. L’AraC è un gene
di regolazione; esso codifica, cioè, per particolari proteine di regolazione dette
repressori, che favoriscono oppure bloccano la trascrizione di RNA messaggero. Quando
nel terreno di coltura è presente l’arabinosio (uno zucchero), che funge
da induttore, questo si lega al repressore che si trova attaccato ad un particolare sito
della molecola di DNA detto operatore, e lo stacca, permettendo all’RNA polimerasi
di iniziare il suo lavoro.
E’ necessario inoltre aggiungere un gene per la resistenza agli antibiotici perché,
una volta terminato il procedimento, le colture di batteri vengono posti in una soluzione
in cui è presente ampicillina ed il tutto viene posto in una stufetta. I batteri
che sopravviveranno a quest’ultimo passaggio, saranno quelli che avranno ricevuto
il plasmide.
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Il
plasmide così modificato dovrà appunto entrare in un batterio Escherichia
coli il quale, non riconoscendo il gene estraneo a causa dell’universalità
del codice genetico, comincerà a sintetizzare la proteina suddetta. |
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La
trasformazione batterica è stata messa a punto per facilitare l’introduzione
di plasmidi nei batteri,processo che in natura avviene in misura minima. Ciò
si ottiene modificando alcune proprietà chimico-fisiche delle pareti e delle
membrane cellulari con l’impiego di sostanze chimiche (CaCl2), associate a
rapidi sbalzi di temperatura o di scariche elettriche ad alto voltaggio (elletroporazione);
ne deriva così una temporanea permeabilizzazione delle cellule al DNA estraneo. |
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In
seguito allo shock termico è necessario un periodo d’incubazione in
LB liquido, per l’espressione della proteina che rende il batterio resistente
all’ampicillina. Questa, codificata a livello genico nel pGLO, appena entrato
nelle cellule trasformate, si accumula in esse ed inattiva l’antibiotico presente
nelle piastre selettive, dove i batteri vengono messi a crescere. Grazie all’uso
di tali terreni si può osservare che vi è emissione di fluorescenza
verde solo dov’è presente LB/ amp/ ara.
Tale risultato prova il ruolo dell’arabinosio come induttore del meccanismo
che controlla la sintesi della GFP. |
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Le
colonie di batteri trasformati, quando vengono esposte a radiazioni UV, emettono
una fluorescenza verde, prova dell’avvenuta espressione fenotipica della GFP. |
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ECCO ….. IL NOSTRO LAVORO |
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NOI...

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