1. Premessa
Il programma
del quinto anno del corso tecnologico prevede, nellambito del laboratorio
chimico, lanalisi delle acque che comporta lo studio di alcune caratteristiche
particolari: la conducibilità, il pH, la durezza e la presenza
di ferro, cloruri e nitrati.
Le sostanze
azotate sono fondamentali costituenti per tutti gli esseri viventi, formano
infatti le proteine e gli acidi nucleici.
La catena
di vita e di morte che inesorabilmente coinvolge gli esseri viventi comporta
il continuo riciclo e dispersione nellambiente di sostanze azotate.
Uno dei composti
chiave nel ciclo delle sostanze azotate è il nitrato.
I nitrati
sono presenti in quantità molto elevata in ambiente fortemente
antropizzati e ad agricoltura intensiva. Sono infatti sostanza provenienti
da feci e urine umane ed animali; costituiscono per le piante unimportante
fonte di nutrimento: concimando con nitrati un campo di mais o di frumento,
come ben sanno gli agricoltori, la produzione aumenta notevolmente.
Le piante
utilizzando i nitrati, producono proteine che, mangiate dagli animali
allevati, diventeranno i costituenti fondamentali di carne, uova, latte
da cui si ottengono prosciutti, formaggi, ecc. Purtroppo però,
se i nitrati vengono ingeriti dalluomo o da altri animali non sono
affatto utili, anzi sono pericolosi.
Per questo
motivo è molto importante conoscere la concentrazione dei nitrati
presenti nellacqua, in quanto queste sostanze, se assunte in elevate
quantità dalluomo, possono provocare ingenti danni.
Una parte
dei nitrati che noi mangiamo viene assorbita dallintestino ed eliminata
con le urine, una parte più piccola, invece, viene trasformata
da batteri che vivono nel nostro canale alimentare in sostanze molto tossiche:
i nitriti.
La tossicità
dei nitriti è dovuta alla loro capacità di reagire con lemoglobina
del nostro sangue formando metemoglobina.
Lemoglobina
normalmente provvede al trasporto dellossigeno nel nostro corpo.
In seguito allintervento dei nitriti, il ferro contenuto nellemoglobina
viene ossidato e questo fatto comporta una notevole riduzione nelle capacità
di trasporto dellossigeno.
I bambini
e le persone anziane o debilitate sono i soggetti più vulnerabili.
Considerando la grande variabilità di risposta individuale alla
tossicità della metemoglobina, episodi di grave intossicazione
sono stati descritti soltanto in casi di eccezionale inquinamento delle
acque potabili ed in studi sperimentali condotti su animali in laboratorio.
Sempre nel
nostro intestino, i nitriti, reagendo con le ammine (sostanze presenti
in formaggi, carni, pesci) formano le nitrosammine.
Di queste
sostanze è nota lattività cancerogena su diverse specie
animali e su diversi organi poiché interferiscono nella sintesi
del DNA.
La vitamina
C e la vitamina E inibiscono la formazione delle nitrosammine; per questa
ragione viene consigliato limpiego di queste vitamine nella preparazione
di cibi conservati ed il consumo di vegetali ricchi di vitamina C.
Si verifica
con frequenza anche la presenza di ammine secondarie e terziarie, relativamente
abbondanti nelle fognature, nelle spoglie e nei residui organici delle
alghe.
Inoltre molti
prodotti e residui industriali, oltre a numerose sostanze chimiche di
largo impiego in agricoltura, contengono o producono per decomposizione
dei composti amminici, che pertanto sono in grado di inquinare le falde
o addirittura le acque interne e costiere.
In numerosi
ambienti si possono dunque realizzare tutte le condizioni di formazione
delle nitrosammine.
Le norme
sanitarie (D.P.R. n°236 del 24/05/88) fissano i limiti massimi di
nitrati nelle acque potabili a 50 mg/l e come valore guida, che in condizioni
normali sarebbe bene non superare, 5 mg/l.
Infatti i
nitrati non provocano particolari sintomi se presenti in acqua fino a
5 mg/l. Fino a 50 mg/l si hanno situazioni non ancora definibili patologiche.
Sopra i 50 mg/l si hanno danni che possono essere molto gravi.
La quantità
di nitrati che giornalmente assumiamo con lalimentazione, è
oggi stimata in Italia in 180 mg per persona adulta e la FAO ritiene accettabile
lingestione fino a 300 mg giornalieri.
Un fatto
che a prima vista stupisce è che del totale dei nitrati che giornalmente
ingeriamo, solo una parte pari al 15-20% proviene dallacqua, la
rimanente parte proviene dai cibi, in particolare dalle verdure oltre
che dagli insaccati e carni in scatola.
Nei vegetali
infatti si possono accumulare quantitativi anche notevoli di nitrati.
Ciò avviene particolarmente nel caso in cui le verdure siano coltivate
in ambienti poco luminosi, freddo-umidi e con abbondanti concimazioni.
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