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Indagine qualitativa sull’inquinamento dell’aria della città di Alba
basata sul metodo lichenologico
1. Che aria si respira ad Alba?
2. Applicazione del metodo - Aggiornamento 2003
3. Risultati 1997/98 - Risultati 2003
4. Mappa 1997/98 - Mappa 2003
5. Comparazione delle frequenze licheniche tra i rilievi del 97\98 e del 2003
6. Gli autori della ricerca

 

1. Che aria si respira ad Alba?
VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ DELL’ARIA ATTRAVERSO L’ANALISI DEI LICHENI.
L’inquinamento atmosferico nelle aree urbane è ancora oggi un fenomeno di grande entità, di non semplice quantificazione e di difficile soluzione.

Il DPR n.203 del 1988, che costituisce il riferimento normativo su questo tema, definisce l’inquinamento atmosferico come: "Ogni modificazione della "normale" composizione o stato fisico dell’aria atmosferica dovuta alla presenza nella stessa di una o più sostanze in quantità e caratteristiche tali da alterare le "normali" condizioni ambientali e di salubrità dell’aria, da costituire pericolo ovvero pregiudizio "diretto" ed "indiretto" per la salute dell’uomo, da compromettere le attività ricreative e gli usi legittimi dell’ambiente, alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi ed i beni materiali pubblici e privati".

Lo standard di qualità dell’aria , ossia la soglia massima di concentrazione di sostanze nocive, oltre la quale si parla di inquinamento è definita dal DPR 203\88 per ogni agente inquinante.

La misurazione della concentrazione delle sostanze inquinanti nelle aree urbane viene effettuata tramite analisi chimiche realizzate solitamente con centraline automatiche. Grazie ai dati così ottenuti viene valutato il livello di inquinamento ed al superamento degli standard di qualità vengono adottate misure anti-inquinamento come ad esempio il blocco della circolazione o la circolazione dei veicoli a targhe alterne.

Come facilmente si può immaginare , le centraline costano molto sia in termini di investimento che di gestione. Quindi il numero di centraline installate in una città è di norma molto limitato ed amplissime aree del territorio non sono mai state sottoposte a monitoraggio. A ciò si aggiunga che i dati di una centralina sono rappresentativi solo della qualità dell’aria nelle sue immediate vicinanze.

Con questo sistema non è quindi possibile, di solito, definire lo stato della qualità dell’aria nell’intera area urbana, ma solo di porzioni limitate di territorio.

I limiti oggettivi delle centraline possono essere superati affiancando ad esse un altro sistema dalle caratteristiche complementari, cioè in grado di fornire informazioni sul livello complessivo dell’inquinamento atmosferico in vaste aree: i bioindicatori di qualità dell’aria.

Negli ultimi anni ci si è accorti che, per valutare "lo stato di salute" di un ambiente, è possibile osservare esseri viventi che con la loro presenza o assenza forniscono informazioni qualitative relativamente al fenomeno che si vuole studiare.

Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, gli indicatori più efficienti e più utilizzati sono i licheni.

I licheni sono costituiti dall’intima unione tra funghi ed alghe. Da questa associazione simbiotica entrambi ricavano vantaggio: i funghi ricevono dalle alghe zuccheri e sovente anche nitrati, le alghe ricevono dai funghi acqua, sali minerali ed un ambiente protetto in cui vivere.

I monitoraggi dell’aria attraverso lo studio dei licheni sono poco costosi, relativamente semplici, ed è dunque possibile effettuare numerosi rilevamenti così da poter realizzare delle carte tematiche che rappresentano la situazione su ampi territori. Associando ad esse analisi chimiche puntuali si riescono ad ottenere precise informazioni sulle condizioni dell’inquinamento atmosferico nella zona esaminata.

I licheni sono adatti all’impiego come bioindicatori in quanto possiedono alcune caratteristiche peculiari:

Sensibilità agli inquinanti
I licheni assorbono in modo indiscriminato gas e particelle, comprese le sostanze inquinanti poiché a differenza delle piante superiori sono privi di rivestimento ceroso superficiale (la cuticola), non hanno sistemi di regolazione dell’assorbimento dell’aria (gli stomi), presentano un corpo appiattito con ampia superficie di contatto con l’aria. I licheni che vivono sulla corteccia degli alberi (licheni epifiti), sono particolarmente adatti come bioindicatori in quanto assorbono pressoché tutti i materiali di cui necessitano dall’atmosfera.

Resistenza agli stress ambientali
I licheni sono solitamente molto resistenti alla siccità, al freddo ed al caldo, alla forte insolazione, al vento, ecc. , quindi la loro assenza è imputabile all’inquinamento e non ad altri fattori.

Ubiquitarietà
I licheni sono diffusi ovunque, scompaiono solo dove c’è forte inquinamento.
Lento accrescimento e grande longevità.

Sono queste caratteristiche che fanno dei licheni delle "centraline naturali" in grado di monitorare l’inquinamento atmosferico in continuo e per lunghi periodi.

Il ruolo dei licheni come bioindicatori è accertato da molto tempo: già nel 1750 Erasmus Darwin osservava l’assenza di licheni nelle zone circostanti le fonderie di rame in Gran Bretagna. Nel 1866 il botanico Nylander presentò alla Società botanica di Francia una interessante comunicazione che inizia così: " La maggior parte dei licheni sembra rifuggire le città e quei pochi che si ritrovano sovente non arrivano che ad uno sviluppo incompleto......". A partire dagli anni '60 sono iniziati studi mirati a quantificare in modo chiaro ed univoco la risposta dei licheni agli inquinanti.

Si deve a J. De Sloover nel 1964 la proposta di stabilire un Indice di purezza atmosferica (I.A.P.) basato sul numero dei licheni epifiti presenti e sulla loro frequenza in una certa area, nonché sulla tolleranza delle diverse specie all’inquinamento.

Negli anni seguenti sono state proposte e saggiate numerose varianti di questo indice e diverse formule di calcolo. Nel 1987 nell’Università di Berna sotto la guida del Prof. K. Amman, sono state verificate 20 diverse formule per il calcolo dello I.A.P, saggiando la capacità di prevedere la concentrazione di 8 inquinanti atmosferici: anidride solforosa, ossidi di azoto, cloro, polveri, piombo, rame, zinco, cadmio. Confrontando i dati con le concentrazioni degli otto inquinanti rilevati da 13 centraline di monitoraggio è stata individuata una formula che permette di prevedere la concentrazione degli inquinanti con una certezza superiore al 97 per cento. Con grande sorpresa di tutti ( e grande felicità per chi opera in campo) la formula migliore è anche la più semplice. Essa prevede il conteggio della frequenza delle diverse specie licheniche entro un reticolo da rilevamento da applicare sulla corteccia degli alberi campione.

Il metodo "Amman" è stato applicato in Italia dal prof. Nimis e da altri ricercatori in molte diverse località: Trieste, Udine, Macerata, La Spezia, Savona, Pavia, Reggio Emilia, Pescara, Potenza, Enna, la Regione Veneto, l’alto vicentino, diverse vallate alpine.

L’Università di Berna ed il WWF svizzero hanno reso didatticamente disponibile il metodo, adattandolo all’uso scolastico conservando al contempo un elevato valore scientifico. Il WWF italiano col supporto della Società Lichenologica Italiana ha adattato il metodo alla realtà del nostro paese.
 

 

2. Applicazione del metodo - Aggiornamento 2003

SCELTA DELLE STAZIONI
CALCOLO DELL’ INDICE DI PUREZZA ATMOSFERICO (I.A.P.)
ELABORAZIONE DEI DATI
CARATTERISTICHE AMBIENTALI


SCELTA DELLE STAZIONI

Per prima cosa si deve procedere alla delimitazione dell’area di studio, la quale deve sempre comprendere il centro cittadino, la zona periferica e, possibilmente, una o più aree di campagna. Come base topografica si può utilizzare una cartina in scala 1:10000 o, nel caso di aree con un’estensione superiore a 15-20 Kmq, in scala 1:25000.

Il passo successivo consiste nella scelta delle stazioni di rilevamento, ciascuna delle quali deve essere composta da un massimo di 4 a un minimo di 2 alberi della stessa specie e ravvicinati tra loro, scelti tra quelli che presentano la maggiore copertura lichenica.

Non tutti gli alberi, però, possono essere utilizzati per il biomonitoraggio lichenico. In particolare non devono mai essere prese in considerazione le seguenti essenze:
Platano (Platanus spp.), Betulla (Betula spp.), Ippocastano (Aesculus Hyppocastanus), in quanto, con la crescita, perdono gli strati superficiali della scorza;
Tutte le specie di conifere, poiché hanno una scorza molto acida, inadatta alla
rescita della maggior parte delle specie licheniche di pianura.

Le caratteristiche devono essere le seguenti:

  • Il tronco deve essere perfettamente verticale e deve avere una circonferenza minima di 70-80 cm, in modo che la lettura con il reticolo possa ritenersi corretta;
  • Il tronco non deve presentare ferite, bitorzoli o scanalature;
  • Non devono essere stati effettuati trattamenti antiparassitari o verniciature del tronco;
  • Non ci deve essere una forte presenza di muschio;
  • Gli alberi devono essere il più possibile isolati ed in nessun caso parte di siepi.

Bisognerebbe inoltre escludere gli esemplari la cui posizione, presumibilmente, non corrisponda ad una situazione di inquinamento medio di quella zona, come ad esempio una pianta posta sul ciglio di una strada di discreta percorrenza, in una zona di aperta campagna. Per ottenere un risultato più preciso e attendibile, è necessario ridurre al minimo la variabilità dei risultati dovuta alle diverse caratteristiche del substrato di crescita dei licheni.
Il numero e la distribuzione delle stazioni di rilevamento possono variare in funzione di diversi parametri, quali, ad esempio, la superficie, l’orografia, la densità abitativa, la distribuzione dei siti industriali nell’area presa in esame.

Sarebbe comunque opportuno, per indagini in aree relativamente ristrette (minore di 15-20 Kmq) non scendere sotto una densità media di una stazione per Kmq (possibilmente maggiore nel centro cittadino ed eventualmente minore verso le aree di campagna) rispettando una distanza minima tra le stazioni di circa 200 m.

 

CALCOLO DELL’INDICE DI PUREZZA ATMOSFERICO (I.A.P.)
 

Per il calcolo dello I.A.P. viene utilizzato un reticolo di 30X50 cm suddiviso in dieci maglie di 15X10 cm. Il reticolo può essere costruito con vari materiali (canne, asticelle in legno o plexiglass, fili di lana, spago o altro), l’importante è che sia abbastanza plastico da potersi adattare facilmente alla forma del tronco.

Il reticolo deve essere posizionato su ogni albero della stazione a un’altezza di circa 100-120 cm dal suolo, sulla parte del tronco che presenta la massima copertura di licheni; per ciascuna specie lichenica, occorre rilevare la frequenza (in quanti rettangoli del reticolo compare la specie) riportando il valore sull’apposita scheda riportata alla fine del paragrafo. La frequenza di ogni specie potrà quindi variare da 1 a 10 (se una specie lichenica è presente con più individui all’interno di uno stesso rettangolo, la si conta comunque una volta soltanto).

Se non si è riusciti a determinare una specie lichenica presente nel reticolo, le si può dare un nome fittizio, inserendola comunque nella scheda con la relativa frequenza e cercando di riportarla con lo stesso nome anche nelle schede degli altri alberi sui quali viene eventualmente ritrovata.

Per riconoscere esattamente tali licheni si può ricorrere all’aiuto di esperti della S.L.I.: Società Lichenologica Italiana.


ELABORAZIONE DEI DATI

    Esempio:
    Abbiamo individuato una stazione composta da un certo numero di alberi di Tilia sp. e abbiamo selezionato i quattro esemplari che, a vista, presentano la maggiore copertura lichenica. Il primo albero della stazione presenta cinque specie diverse di licheni rappresentate con i seguenti simboli:

    ©µ¶ 

      

     

      

    ©¶ 

     

      

    ‡¶

     

      

    ©

      

    ©

      

     

      

    ®

    ¶µ 

      

     

      

    ‡¶

      

     

      

    ©µ

     
    Specie 1:© Specie 2 :® Specie 3 : Specie 4 :µ Specie 5 :‡

    La specie 1 è presente in 5 rettangoli, la sua frequenza è quindi 5.
    La specie 2 è presente in 1 rettangolo, la sua frequenza è quindi 1.
    La specie 3 è presente in 6 rettangoli, la sua frequenza è quindi 6.
    La specie 4 è presente in 3 rettangoli, la sua frequenza e quindi 3.
    La specie 5 è presente in 4 rettangoli, la sua frequenza è quindi 4. 

Sommando le frequenze di tutte le specie licheniche individuate si ottiene la frequenza totale dell’albero considerato (valore di I.A.P dell’albero), che in questo caso è 20.
L’indice di purezza atmosferica della stazione è dato dalla media aritmetica delle frequenze totali degli alberi della stazione stessa.

    Esempio: Albero 1 Frequenza = 20
    Albero 2 Frequenza = 26
    Albero 3 Frequenza = 25
    Albero 4 Frequenza = 9
    ______________________
    Totale= 80
    Valore di I.A.P. della stazione 80:4= 20

Per facilitare la lettura e l’interpretazione dei risultati ottenuti, i valori di I.A.P. delle singole stazioni possono essere fatte rientrare in classi di qualità ciascuna delle quali corrispondente ad un intervallo di valori dell’indice e contraddistinta da un determinato colore.
Va precisato a quel proposito che non esistono classi di qualità standard valide per tutto il territorio nazionale, ma esse vengono scelte dall’operatore in base alle caratteristiche dell’area di studio e pertanto hanno un valore relativo.
In effetti, come già sottolineato, i valori di I.A.P. non dipendono soltanto dal livello di inquinamento atmosferico ma anche dalla specie arborea presa in esame e dalle caratteristiche climatiche del territorio considerato. In altre parole, uno stesso valore di I.A.P. calcolato per stazioni differenti dal punto di vista del substrato arboreo e /o del clima, può corrispondere a un livello di inquinamento relativamente diverso.
Tuttavia, considerata la sostanziale uniformità climatica delle zone più antropizzate del territorio piemontese (in particolare quelle pianeggianti e collinari) e la buona diffusione di alberi con caratteristiche simili a livello corticale (ad esempio tiglio, pioppo, quercia) si è cercato, anche sulla base delle indagini svolte per il presente lavoro, di mettere a punto una tabella di riferimento unitaria che potesse fungere da modello per successivi lavori di questo tipo almeno nella nostra Regione. Ciò anche al fine di facilitare un confronto tra le mappe della qualità dell’aria realizzate nelle diverse località e nell’ottica di un loro possibile inglobamento in una più ampia carta regionale.
A tale proposito, la ripartizione in classi sotto riportata si è rivelata particolarmente efficace.

    INDICE DI PUREZZA ATMOSFERICA COLORE INQUINAMENTO DELL’ARIA QUALITA’ DELL’ARIA
    I.A.P.<0.4 grigio molto elevato pessima
    0.5<I.A.P.<1.6 marrone elevato scadente
    1.7<I.A.P.<3.7 rosso medio alto bassa
    3.8<I.A.P.<6.5 arancione medio mediocre
    6.6<I.A.P.<10 giallo moderato discreta
    10.1<I.A.P.<14.5 verde  basso buona
    14.5<I.A.P. blu molto basso molto buona

Una volta individuata la classe di appartenenza, le stazioni possono essere visualizzate sulla carta topografica con i rispettivi colori, il che permette una prima lettura d’insieme dei valori ottenuti.



CARATTERISTICHE AMBIENTALI


Alba è una città che conta circa 30.000 abitanti, situata lungo il fiume Tanaro presso la confluenza del torrente Cherasca, in provincia di Cuneo. La cittadina sita a 172m s.l.m. si estende principalmente su terreni pianeggianti circondati a Sud-Est dalle colline delle Langhe e a Nord-Ovest dalla pianura percorsa dal fiume Tanaro. Centro medievale, ha conosciuto negli ultimi decenni una forte espansione industriale.

AREA DI INDAGINE

L’area presa in considerazione per il biomonitoraggio lichenico ha un’estensione di circa 25 Kmq. La carta della qualità dell’aria è stata ottenuta sulla base di 26 stazioni di rilevamento.

FONTI DI INQUINAMENTO

INDUSTRIA
La città è sede di importanti industrie dolciarie (delle quali la principale - la Ferrero- è posta ad Ovest del centro storico di Alba), tessili, metalmeccaniche, di editoria e stampa.

TRAFFICO
Alba viene percorsa dall’importante rete stradale che collega Asti a Cuneo (SS 231) ed è attraversata dall’altrettanto importante SS 29 che collega Torino e Savona. Il traffico è intenso anche in corrispondenza del centro storico.

RISCALDAMENTO
Il metano è il combustibile maggiormente utilizzato. E’ comunque presente una discreta rete di teleriscaldamento nelle diverse aree della città. Gasolio e altri combustibili sono scarsamente utilizzati.

INQUADRAMENTO CLIMATICO

Il territorio di Alba è caratterizzato dal tipico regime pluviometrico della pianura Padana, con precipitazioni frequenti e/o abbondanti nelle stagioni primaverile e autunnale, ma piuttosto ridotte in estate e nel periodo invernale. La precipitazione media annua (1960-1980) è stata di 828 mm. In particolare il clima diviene piuttosto secco nei mesi di Luglio e Agosto, senza per altro causare veri e propri periodi di deficit idrico, limitanti per lo sviluppo della vegetazione. Il mese più piovoso è Aprile, con precipitazioni medie intorno ai 130 mm, mentre il meno piovoso risulta Gennaio con 20 mm. Per quanto riguarda le temperature, il mese più caldo è Luglio (+24,8 °C), il più freddo Gennaio (+1,8 C°).


Comparazione delle precipitazioni medie annue (1960-1980)
in alcune località del bacino del Tanaro.

 

Aggiornamento 2003

Metodologia

Nell'indagine svolta nel 2003 si è ritenuto opportuno utilizzare la stessa metodologia impiegata nel 97\98 sia per quanto riguarda il rilevamento in campo sia per l'elaborazione dei dati, al fine di poter compiere un confronto con il medesimo “metro” tra le due situazioni.
Complessivamente nel 2003 sono state misurate le frequenze licheniche in 36 stazioni ed è stato possibile effettuare la comparazione tra la situazione del 97\98 e del 2003 in 28 stazioni.
I rilievi in campo sono stati effettuati durante i mesi di maggio e giugno.

Tre stazioni perdute per abbattimento alberi
Cinque alberi, appartenenti a quattro stazioni, che avevamo utilizzato per il campionamento 97\98 sono stati abbattuti per ragioni diverse (sistemazione alveo del torrente Cherasca, ricomposizione alberate). Conseguentemente in tre stazioni: argine sinistro Cherasca, argine destro Cherasca, Rotonda Puntina, non è stato possibile effettuare comparazioni.

Stazioni nuove
Stimolati dalle richieste pervenute da allievi o da cittadini albesi sono state individuate e campionate 9 nuove stazioni situate in aree significative della città: Parco Sobrino, Parco Tanaro, Parco Villaggio Miroglio, Aree verdi condominio S.Rosa C.so Europa 39, e C.so Europa 18, C.so Piave 56, C.so Coppino ang. Via fr. Ambrogio, Piazza S.Giovanni.

3. Risultati 1997/98 - Risultati 2003

ELENCO SPECIE LICHENICHE RILEVATE
Amandinea punctata Lecidella elaeochroma Phaeophyscia orbicularis
Candelariella reflexa Parmelia exasperatula Physcia adscendens
Evernia prunastri Parmelia subaurifera Physconia grisea
Lecanora carpinea Parmelia subrudecta Rinodina sophodes
Lecanora gr. chlarotera Parmelia sulcata Xanthoria fallax
Lecanora hagenii s.l. Parmelia tiliacea Xanthoria parietina

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STAZIONI DI RILEVAMENTO

Mappa

STAZIONE SPECIE ARBOREA N. ES. I.A.P. FASCIA QUALITA’ DELL’ARIA
1-Giardino angolo C.so F.lli Bandiera-via Roma Populus nigra var.italica 1
Tilia sp. 2
Acer negundo 1
4 arancione mediocre
2-Giardino stazione F.S. Tilia sp. 3
D.L. grigio pessima
3-Via Vivaro (davanti all’edicola) Celtis australis 1
4 arancione mediocre
4-Area verde (enologica) 2
Prunus pissardi 3
6,8 giallo discreta
5-Giardinetti cooperativa (corso Langhe) Tilia sp. 3
7,7 giallo discreta
6-S.Margherita (campo da calcio) Populus sp. 2
21,5 blu molto buona
7-Argine sinistro Cherasca Populus sp. 2
18 blu molto buona
8-Giardino asilo nido Acer sp. 1
9 giallo discreta
9-Via Liberazione lungo Cherasca Populus sp. 1
15 blu molto buona
10-Via Liberazione 8 di fronte al ponte Populus nigra var. italica 1
14 verde buona
11-Argine destro Cherasca Populus sp. 1
21 blu molto buona
12-Parcheggio inizio C.so Europa Acer negundo 2
12 verde buona
13-Dietro scuola C.so Europa Populus sp. 1
11 verde buona
14-Incrocio via S.Teobaldo-via Giov.XXIII Tilia sp. 3
8 giallo discreta
15-Giardino Frati S.Paolo Tilia sp. 2
4 arancione mediocre
16-Giardini C.so Matteotti 9 Tilia sp. 2
2,5 rosso bassa
17-Giardini C.so Matteotti (di fianco al Terminal) Tilia sp. 4
8,75 giallo discreta
18-C.so Matteotti 5 (di fronte Coldiretti) Tilia sp. 4
8,75 giallo discreta
19-Banca Gallo incrocio Puntina Populus nigra var. italica 1
D.L. grigio pessima
20-Incrocio semaforo puntina Acer sp. 1
9 giallo discreta
21-Campo Michele Coppino Salix sp. 1
8 giallo discreta
22-Salita P.zza Bestiame Tilia sp. 1
1 marrone scadente
23-Salita P.zza Bestiame Tilia sp. 4
4,75 arancione mediocre
24-C.so Torino (di fronte al benzinaio) Populus nigra var. italica 1
Populus nigra var. italica 1
7,5 giallo discreta
25-Parcheggio Ferrero (vicino ingresso) Tilia sp. 3
4 arancione mediocre
26-Cimitero Populus nigra var. italica 3
9,3 giallo discreta
27-Caserma vigili del fuoco Populus sp. 1
16 blu molto buona
28-Giardino Seminario Tilia sp. 4
10 giallo discreta
29-P.zza Vittorio Veneto Tilia sp. 6
D.L. grigio pessima
30-Cortile Liceo Classico Tilia sp. 4
D.L. grigio pessima

Mappa

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ANALISI DEI RISULTATI E CONSIDERAZIONI FINALI
ANALISI DELLA SITUAZIONE DI ALBA
Dai rilevamenti effettuati e dalla cartografia ottenuta, si può osservare che la situazione di Alba dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico non risulta essere molto preoccupante come invece è risultato da analoghe analisi condotte in altre città.

L’area presa in considerazione presenta tuttavia alcuni punti critici di deserto lichenico corrispondenti alle aree adiacenti la Stazione Ferroviaria, il parcheggio di piazza Vittorio Veneto e il giardino del Liceo Classico. La causa di tale situazione, per le prime due zone è ascrivibile agli scarichi veicolari, l’inquinamento elevato rilevato nella terza area potrebbe essere conseguente alle emissioni generate durante i lavori per la costruzione del Teatro Sociale.

Si riscontrano invece frequenze licheniche piuttosto elevate spostandosi lungo il torrente Cherasca, specialmente nella zona di S.Margherita.

L’aspetto curioso e più tranquillizzante emerso da questa indagine è che nelle aree circostanti le grandi industrie di Alba, quali la Ferrero, non si registrano frequenze licheniche basse. In queste zone i valori di frequenza lichenica non si discostano dalla media cittadina. Ciò rivela che i maggiori agenti inquinanti sono quelli emessi dai gas di scarico dei mezzi di trasporto, visto che la frequenza lichenica scende lungo le strade a traffico più intenso.

La situazione è peggiore nella zona circostante la tipografia S. Paolo.

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CONFRONTO CON LA SITUAZIONE DI ALTRE CITTÀ
Indagini analoghe a questa sono già state effettuate anche in altri centri del Piemonte per cui si possono confrontare i dati ottenuti per avere un’idea della situazione di Alba rispetto ad altri centri urbani. L’indagine più significativa è quella pubblicata dalla Regione Piemonte nel 1997 nel testo "Licheni e inquinamento atmosferico" in cui sono riportate numerose mappe della qualità dell’aria in diverse città.
Le condizioni più preoccupanti sono state riscontrate a Torino dove è presente un deserto lichenico per un raggio di circa 12 Km dal centro della città, il che rivela un tasso di inquinamento atmosferico piuttosto elevato.

Anche a Casale Monferrato ci si è imbattuti in una serie di dati che evidenziano un inquinamento elevato non solo nel centro storico e presso le principali industrie ma anche, il che è ancora più preoccupante, nelle zone di collina circostanti.

Le condizioni dell’aria nell’area di Mondovì sono piuttosto simili a quelle registrate ad Alba. Infatti i valori di frequenza lichenica risultano essere mediamente poco elevati nel centro storico e nelle aree interessate dal traffico, per poi aumentare man mano che ci si sposta verso gli spazi verdi e le aree meno densamente abitate.

La cittadina di Sommariva Perno può essere considerata un "paradiso" lichenico in quanto la frequenza lichenica più bassa registrata è 10,5. Questo è riconducibile al numero di abitanti piuttosto esiguo e alla posizione della cittadina che si trova arroccata su una piccola altura.

A Pinerolo, pur non avendo individuato un’area di deserto lichenico, è tuttavia presente un’ampia zona predesertica, con valori di purezza atmosferica estremamente bassi. Nell’area in questione sorgono importanti siti industriali ed il traffico veicolare è piuttosto intenso.

La comunità lichenica osservata nell’abitato di Ivrea e nelle aree circostanti è risultata piuttosto povera. In corrispondenza del centro storico si è evidenziata un’ampia zona di deserto lichenico, mentre tutto l’abitato eporediese rientra in una fascia di predeserto lichenico.

Nell’area di Savigliano non sono state rilevate zone di deserto lichenico e i valori di I.A.P. aumentano spostandosi dal centro cittadino verso le zone rurali limitrofe.

Confrontando i dati della nostra indagine con le altre città monitorate, emerge che la città di Alba è esente da grandi emissioni di agenti inquinanti, sia per quanto riguarda gli scarichi dei veicoli che quelli delle indistrie della zona. Ciò indica che i possibili produttori di agenti inquinanti operano in modo da rispettare l’ambiente cercando di non danneggiare la salubrità dell’aria.

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EVOLUZIONE STORICA RISPETTO ALLE PRECEDENTI INDAGINI
Risulta particolarmente interessante il confronto tra i dati ottenuti dalla nostra indagine relativi al periodo 1997 e 1998 con quelli dell’analisi svolta dalla dott.sa Marisa Saltetti dell’A.S.L. 18 e pubblicata nella suddetta pubblicazione della Regione Piemonte.

La più rilevante differenza riscontrata rispetto all’indagine condotta dall’U.S.L. di Alba tra il 1992, riguarda l’area circostante la tipografia S. Paolo. Dalla precedente indagine risultava che era presente un deserto lichenico dovuto in massima parte alle emissioni provenienti dall’industria. Ora la situazione appare indirizzata verso un netto miglioramento, che, come ci è stato spiegato da uno dei responsabili, è dovuto in massima parte all’adozione di nuovi sistemi di depurazione e al cambiamento dei sistemi di lavorazione con altri a ridotto impatto ambientale.

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OSSERVAZIONI CRITICHE SUL METODO AMMAN

Realizzando quest’indagine abbiamo potuto mettere in evidenza i vantaggi ed i problemi derivanti dall’applicazione del metodo Amman.

Questo metodo risulta semplice e, scegliendo piante non soggette ad abbattimento per termine del ciclo produttivo (es. pioppeti), ma quelle che costituiscono le alberate stradali e giardini pubblici, consente di effettuare valutazioni della variazione della qualità dell’aria nel tempo.

L’applicazione pratica di questo metodo ci ha fatto toccare con mano il fatto che si tratta di un sistema rapido, preciso e semplice, alla portata anche di studenti.

Nonostante ciò, il metodo Amman presenta, a nostro avviso, alcuni problemi.

Il primo più evidente problema è costituito dal fatto che il metodo è attuabile solamente nei luoghi in cui siano presenti alberi dotati delle caratteristiche elencate nella premessa del presente lavoro.

Nelle modalità di attuazione da noi seguite, abbiamo riscontrato che i dati ottenuti hanno una validità spaziale limitata. Infatti alberi distanti tra loro poche decine di metri, in ambienti con gradiente di inquinamento variabile sia in senso positivo che in senso negativo, (es. allontanandoci da una strada ad intenso traffico) presentano frequenze licheniche molto diverse, che ci indicano variazioni del tasso di inquinamento. In conseguenza di questo fatto i risultati ottenuti sono stati riportati sulla carta in maniera puntiforme, assegnando ad ogni sito un’area circolare del diametro di circa 200m. nell’ambito della quale si stima che il tasso di inquinamento sia costante. Non sarebbe corretto estendere la valutazione misurata in un sito, ad aree circostanti in cui per la mancanza di alberi non si è potuta effettuare la rilevazione della frequenza lichenica.

Questa indagine ha fornito dei dati che permettono di valutare l’attuale tasso di inquinamento dell’aria della città di Alba. Realizzando gratuitamente questo lavoro abbiamo voluto fornire uno strumento utile alla comunità e ai pubblici amministratori al fine di preservare e migliorare la qualità della vita nella capitale delle Langhe.

Risultati 2003

In 8 stazioni su 36 la qualità dell'aria risulta molto buona

In 10 stazioni su 36 la qualità dell'aria risulta buona

In 7 stazioni su 36 la qualità dell'aria risulta discreta

In 5 stazioni su 36 la qualità dell'aria risulta mediocre

In 2 stazioni su 36 la qualità dell'aria risulta bassa

In 4 stazioni su 36 la qualità dell'aria risulta pessima

Rispetto al 97\98 in nessuna stazione si è verificato un peggioramento delle condizioni
In n° 16 stazioni su 28, pari al 57% si sono riscontrate le medesime condizioni del 97\98

In n° 12 stazioni su 28, pari al 43% si è riscontrato un incremento dell'indice di purezza atmosferica e precisamente:

giardino stazione F.S. da pessimo a mediocre
via Liberazione 8 di fronte al ponte da buona a molto buona
incrocio via S.Teobaldo\ via Giovanni XXIII° da discreta a buona
giardini c.so Matteotti 9 da bassa a mediocre
giardini c.so Matteotti (di fianco al terminal) da discreta a buona
campo Michele Coppino da discreta a buona
salita piazza Cagnasso in basso da scadente a bassa
salita piazza Cagnasso in alto da mediocre a discreta
parcheggio Ferrero via Vivaro da mediocre a buona
c.so Torino di fronte al benzinaio da discreta a buona
cimitero da discreta a buona
c.so Coppino di fronte via Paruzza da pessima a bassa
Analisi dei risultati

Il fenomeno sicuramente più appariscente e confortante è dato dall'incremento della frequenza lichenica in 12 stazioni su 28 e dall'assenza di stazioni con peggioramento della situazione.
Circa le cause di tale positiva evoluzione si può ipotizzare che essa sia dovuta all'effetto positivo della metanizzazione, del teleriscaldamento e dell'impiego delle marmitte catalitiche sulle autovetture.
Permangono tuttavia alcuni punti critici di deserto lichenico nelle zone interne al centro storico in piazze con parcheggi di autovetture dove l'organizzazione urbanistica limita la circolazione dell'aria.
Permangono condizioni di basso livello qualitativo nelle zone di traffico intenso.
Nelle aree circostanti i grandi insediamenti produttivi presenti nella città Alba, quali la Ferrero si confermano situazioni complessivamente tranquillizzanti.
Piuttosto buone risultano le condizioni delle stazioni site nelle aree verdi private e pubbliche in c.so Europa , c.so Piave, c.so Langhe.
La zona dei campi sportivi di S.Margherita presso il Cherasca si conferma come sito di massima frequenza lichenica con un indice di purezza atmosferica (I.A.P.) di 25,5.

 

4. Mappa 1997/98 - Mappa 2003

MAPPA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA (1997/98)

(Per conoscere la città di ALBA  - guida interattiva della città)

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INDICE DI PUREZZA ATMOSFERICA COLORE INQUINAMENTO DELL’ARIA QUALITA’ DELL’ARIA
I.A.P.<0.4 grigio molto elevato pessima
0.5<I.A.P.<1.6 marrone elevato scadente
1.7<I.A.P.<3.7 rosso medio alto bassa
3.8<I.A.P.<6.5 arancione medio mediocre
6.6<I.A.P.<10 giallo moderato discreta
10.1<I.A.P.<14.5 verde  basso buona
14.5<I.A.P. blu molto basso molto buona
Mappa della qualità dell'aria (2003)

 

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INDICE DI PUREZZA ATMOSFERICA COLORE INQUINAMENTO DELL'ARIA QUALITA' DELL'ARIA
I.A.P.<0.4 grigio molto elevato pessima
0.5<I.A.P.<1.6 marrone elevato scadente
1.7<I.A.P.<3.7 rosso medio alto bassa
3.8<I.A.P.<6.5 arancione medio mediocre
6.6<I.A.P.<10 giallo moderato discreta
10.1<I.A.P.<14.5 verde  basso buona
14.5<I.A.P. blu molto basso molto buona

 

 

5. Comparazione delle frequenze licheniche tra i rilievi del 97\98 e del 2003
Comparazione delle frequenze licheniche 
tra  i rilievi del  97\98 e  del  2003
ANNO 1997\98
ANNO 2003
STAZIONE SPECIE ARBOREA NUMERO ES. I.A.P. Qualità dell'aria NUMERO ES. I.A.P. Qualità dell'aria

1- Giardino
C.so F.ll Bandiera – Via Roma

Populus nigra var. italica

1

    -abbattuto-    

Tilia sp.

2

   

2

   

Acer negundo

1

   

2

   
   

4

Mediocre

 

4

Mediocre

2- Giardino stazione F.S

Tilia sp.

3

   

3

   
   

D.L.

Pessima

 

4

Mediocre

3- Via Vivaro (davanti all'edicola)

Celtis Australis

1

   

1

   
   

4

Mediocre

 

4

Mediocre

4- Area verde (enologica)

Prunus pissardi

5

   

5

   
   

6,8

Discreta

 

7,2

Discreta

5- Giardinetti cooperativa
(c.so. Langhe)

Tilia sp.

3

   

3

   
   

7,7

Discreta

 

8,2

Discreta

6- S. Margherita (campo da calcio)

Populus sp.

2

   

2

   
   

21,5

Molto buona

 

25,5

Molto buona

7- Argine sinistro     Cherasca

Populus sp.

2

   

-abbattuti-

   
   

18

Molto buona

     

8- Giardino Asilo Nido

Acer sp.

1

   

1

   
   

9

Discreta

 

9

Discreta

9- Via Liberazione lungo Cherasca

Populus sp.

1

   

1

   
   

15

Molto buona

 

16

Molto buona

10- Via Liberazione 8, di fronte al ponte

Populus nigra var. italica

1

   

1

   
   

14

Buona

 

15

Molto buona

11- Argine destro Cherasca

Populus sp.

1

   

-abbattuto-

   
   

21

Molto buona

     

12- Parcheggio inizio C.so Europa

Acer Negundo

2

   

2

   
   

12

Buona

 

11

Buona

13- Dietro la scuola in C.so Europa

Populus sp.

1

   

1

   
   

11

Buona

 

12

Buona

14- Incrocio
Via S.Teobaldo
Via Giovanni XXIII

Tilia sp.

3

   

3

   
   

8

Discreta

 

10,3

Buona

15- Giardino Società S.Paolo

Tilia sp.

2

   

2

   
   

4

Mediocre

 

6

Mediocre

16- Giardini C.so Matteotti 9

Tilia sp.

2

   

2

   
   

2,5

Bassa

 

6

Mediocre

17- Giardini C.so Matteotti (Terminal)

Tilia sp.

4

   

6

   
   

8,75

Discreta

 

12

Buona

18- C.so Matteotti
(Coldiretti)

Tilia sp.

4

   

4

   
   

8,75

Discreta

 

14

Discreta

19- Banca Gallo incrocio Puntina

Populus nigra var. italica

1

   

1

   
   

D.L.

Pessima

 

D.L.

Pessima

20- Rotonda Puntina

Acer sp.

1

   

abbattuto

   
   

9

Discreta

     

21- Campo Michele Coppino

Salix sp.

1

   

1

   
   

8

Discreta

 

12

Buona

22- Salita P.zza Cagnasso – basso

Tilia sp.

1

   

1

   
   

1

Scadente

 

3

Bassa

23- Salita P.zza Cagnasso - alto

Tilia sp.

4

   

4

   
   

4,75

Mediocre

 

9

Discreta

24- C.so Torino
(di fronte al benzinaio)

Populus nigra var. italica

2

   

2

   
   

7,5

Discreta

 

10,5

Buona

25- Parcheggio Ferrero via Vivaro

Populus sp.

5

         

Fraxinus sp.

2

         
   

4

Mediocre

 

14

Buona

26- Cimitero

Tilia sp.

3

   

3

   
   

9,3

Discreta

 

14

Buona

26 bis- Via ognissanti n.28

Tilia sp.

6

   

6

12

Buona

27- Caserma Vigili del Fuoco

Populus sp.

1

   

1

   
   

16

Molto buona

 

16

Molto buona

28- Giardino Seminario

Tilia sp.

4

   

4

   
   

10

Discreta

 

10

Discreta

29- P.zza Vittorio Veneto

Tilia sp.

6

   

6

   
   

D.L.

Pessima

 

D.L.

Pessima

30- Cortile Liceo Classico

Tilia sp.

3

   

3

   
   

D.L.

Pessima

 

D.L.

Pessima

31- C.so Michele Coppino(di fronte via Paruzza)

Celtis australis

     

1

   
   

D.L.

Pessima

 

3

Bassa

32- C.so Michele Coppino (ang. via Fr. Ambrogio)

Celtis australis

     

5

   
         

9,6

Discreta

33- Parco Sobrino

Acer negundo

     

2

   

Populus sp.

     

2

   
         

18

Molto buona

34- Parco Tanaro

Populus sp.

     

4

17

Molto buona

35- Parco villaggio Miroglio
via Crispi - via Col di Lana

Tilia sp.

     

4

14

Buona

36- C.so Europa n 39 Condominio Santa Rosa

Tilia sp

     

3

16

Molto buona

37-area verde C.so Europa n 18

Tilia sp.

     

2

11

Buona

38- area verde C.so Piave n 56

Fraxinus sp.

     

1

18

Molto buona

39- Piazza San Giovanni a lato della chiesa

Tilia sp.

     

1

D.L.

Pessima

 

6. Gli autori della ricerca

Laboratorio di Scienze Naturali

prof. giannina bolmida
prof. carlo bottallo
prof. luciano marengo
prof. pierangela occhetti
prof. giacomo olivero
prof. marina visentin

Classe IV F

bordino daniele, capetta davide, di gangi lucia, di gangi luisa, fazio raghav, ferrero manuele, giacosa fabio, gonella fabio, grisotto davide, iovieno antonio,

minetto romina, molino cristiana, penna giorgia, ratto fabio, ravina marco, rivetti massimo, sitia simona, sottimano emanuele.


Redazione

ferrero manuele, sitia simona

 
Liceo Scientifico Statale "Leonardo Cocito" - C.so Europa, 2 - Alba