Con il
termine di ulcera si vuole fare riferimento a un quadro patologico di tipo
infiammatorio e cronico, a carico dello stomaco e/o del duodeno, e comprendente
anche, eventualmente, delle ulcerazioni mucosali con perdite ematiche.
Il dolore
è di solito di tipo crampiforme o come senso doloroso di fame. Con sede in alto
e a sinistra rispetto alla linea che congiunge lo sterno all'ombelico
ma vi può essere irradiazione posteriore. Le crisi dolorose si presentano tutti
i giorni dopo i pasti, per 2-3 settimane, e sono intervallate da periodi anche
lunghi di benessere. Nausea e vomito possono affliggere l'ulceroso dopo i pasti; la paura di soffrire
determina una riduzione dell'appetito, con successivo dimagrimento.
L'ulcera
è considerata la risultante di uno squilibrio a livello della mucosa gastrica
tra i fattori "aggressivi" (acido, pepsina)
ed i fattori difensivi (secrezione di muco, flusso ematico e turnover
cellulare).
L’ipersecrezione
di acido cloridrico e gli ioni H+ sono
considerati un fattore aggressivo primitivo, che possono cioè provocare
direttamente danni cellulari.
Le
cellule di rivestimento della mucosa gastrica hanno un’azione prettamente
difensiva nei confronti degli agenti lesivi: le cellule epiteliali e le giunzioni serrate sono praticamente
impermeabili agli ioni H+. Una seconda difesa è rappresentata dal
rapido turnover (1-3 giorni) delle cellule della mucosa gastrica, in modo da
sostituire le cellule danneggiate o distrutte. Lo strato mucoso impedisce
inoltre la retrodiffusione degli agenti lesivi quali l'acido e la pepsina.
In caso
di eccessiva acidità interviene un altro meccanismo rappresentato dalla circolazione sanguigna sottomucosa che rimuove gli ioni H+.
Esistono
tre tipi di ulcera: ulcera correlata ad abuso di FANS,
ulcera di Zollinger-Ellison ed ulcera correlata a Helicobacter
pylori.
L'Helicobacter pylori sembra rappresentare il
maggiore imputato nello sviluppo dell'ulcera. Il batterio è presente nel 65-70%
dei pazienti con ulcera gastrica e nel 90-95% dei pazienti con gastrite cronica, che sembra invariabilmente precedere la formazione di un’ulcera.
I metodi per la diagnosi di
infezione da Helicobacter pylori possono
essere distinti in invasivi e non invasivi.
Il
principale metodo invasivo è l'endoscopia associata alla biopsia,
soprattutto per confermare la benignità o la malignità di un ulcera. Un'ulcera
benigna si manifesta come una lesione rotondeggiante, con bordi regolari e
fondo bianco-cremoso. L'ulcera maligna ha invece forma irregolare e fondo
sanguinolento e con possibile formazione di un carcinoma gastrico.
La
presenza dell’enzima ureasi prodotta da Helicobacter pylori ha reso possibile
la messa a punto di un sistema diagnostico non invasivo: l’urea breath
test.
Al
paziente viene somministrata urea marcata con l'isotopo
13C
.
Se è presente il batterio avviene una reazione, catalizzata dall'enzima ureasi,
che porta alla scissione dell'urea-
13C
con la formazione di ammonio e 13C02.
Se
l'analisi del respiro del paziente rivela la presenza di 13C02 il test è positivo.
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