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Le rocce sedimentarie
Si formano, sulla superficie terrestre, dai materiali ottenuti dalla
disgregazione chimica e\o fisica di rocce preesistenti che vengono
trasportati in luoghi di deposito e li compressi e cementati.
L'acqua è il principale agente di disgregazione delle rocce,
la sua azione è lenta ma continua.
I silicati vengono sciolti liberando i tetraedri di silice e trasformandoli
in minerali argillosi.
I carbonati possono essere disciolti da acque leggermente acide.
Le acque meteoriche, durante il loro passaggio attraverso l'atmosfera
ed attraversando i suoli, si arricchiscono di anidride carbonica
diventando leggermente acide (pH5,6), venendo a contatto con rocce
calcaree lentamente le sciolgono. L'acqua e l'anidride carbonica
reagiscono con il carbonato di calcio formando il bicarbonato che
essendo solubile viene portato via. Successivamente se un'acqua
ricca di bicarbonato di calcio subisce un riscaldamento o una decompressione
si riforma il carbonato che verrà depositato come concrezioni
calcaree. Come, è sicuramente noto l'acidificazione delle
piogge, dovuta agli ossidi di zolfo e di azoto immessi nell'atmosfera
dalle combustioni, incrementa l'azione solvente delle acque sui
carbonati.
Sulle rocce calcaree questa azione solvente determina la formazione
di solchi all'incirca paralleli larghi qualche centimetro e con
profondità che va da pochi centimetri a qualche metro. Tali
formazioni sono dette solchi carsici, campi carreggiati o anche
karren (dal tedesco) o lapiàz (dal francese). In scala più
ampia si formano doline (depressioni circolari a forma di imbuto),
grotte.
L'acqua che congela nelle fratture delle rocce si espande allargandole.
Il continuo processo di gelo e disgelo frantuma la roccia (Crioclastismo).
La pioggia di forte intensità cadendo su rocce poco compatte
e friabili ma soprattutto sui suoli determina una erosione superficiale
che genera forme geologiche spettacolari: calanchi, piramidi di
terra.
L'acqua fluente (fiumi, torrenti, onde marine) esercita un'azione
meccanica di abrasione, che è maggiore se l'acqua trascina
nel suo moto frammenti solidi che urtano violentemente contro le
rocce. Le acque solide, cioè i ghiacciai, esercitano anch'esse
una azione erosiva sulle rocce durante il moto verso valle: si originano
così le morene.
In montagna si registrano variazioni notevoli di temperatura tra
la notte ed il dì, di conseguenza le rocce sono soggette
a cicli continui di dilatazione e contrazione. Essendo costituite
da minerali diversi che si dilatano in maniera non omogenea questo
fenomeno porta alla fratturazione della roccia (Termoclastismo).
Importante è poi l'azione della forza di gravità che
è il motore inesorabile della caduta di massi e frane.
Il vento preleva sabbia e polveri da rocce disgregate, li scaglia
contro le superfici rocciose che incontra, esercitando una continua
azione di levigazione e smerigliatura.
All'azione disgregatrice o congiuntamente a questa, segue il trasporto
dei materiali sedimentari. Il trasporto tramite i fiumi determina
una selezione dei materiali in base al peso ed alla dimensione:
via via che ci si avvicina al mare vengono depositati prima i massi
poi i ciottoli, sabbia, limo, argilla. Nel loro muoversi verso valle
tutti questi materiali vengono arrotondati dalle continue abrasioni.
Sfociando nel mare la corrente fluviale non più vincolata
dalle rive, si allarga, rallenta e si disperde. Di conseguenza,
vicino alla foce si depositano le sabbie più grossolane con
una disposizione a ventaglio, poi via via i materiali più
fini. Nell'acqua rimangono solamente le sostanze disciolte che si
mescolano ai sali del mare. Man mano che arrivano nuovi sedimenti,
questi si depositano uno sopra l'altro vicino alla riva formando
una scarpata che degrada dai sedimenti vicini alla costa verso i
fondali più profondi. Questi depositi hanno all'incirca una
forma prismatica , sovente quindi vengono chiamati Prismi Sedimentari.
Nell'ambito di questi depositi avvengono frane e moti turbolenti
che disperdono i materiali ad impulsi successivi anche a moti chilometri
dalla costa generando successioni di strati con particelle più
fini (argille) e particelle più grossolane (sabbie). Sulle
Alpi non è raro trovare successioni di strati di tal genere.
La trasformazione del sedimento sciolto in roccia prende il nome
di diagenesi e consiste in una prima fase di compattazione, con
una riduzione di volume accompagnata da un modesto aumento della
temperatura (fino a 200°C) con compressione (fino 1000 Kg per
centimetro quadro); il liquido circolante tra i sedimenti viene
pertanto espulso. La seconda fase è la cementazione, che
consiste nella precipitazione negli interstizi di composti chimici
che costituiscono il cemento. Il cemento più comune è
il carbonato di calcio che portato dalle acque come bicarbonato
precipita per effetto dell'innalzamento termico. Nel mare a profondità
inferiori ai 4000 metri (per effetto della pressione) i carbonati
si sciolgono completamente, pertanto le rocce calcaree sono sempre
originarie di mari non molto profondi. La silice funge da cemento,
quando è particolarmente abbondante nelle acque circolanti,
o nei mari profondi dove non può precipitare il carbonato
di calcio. In casi particolari anche gli ossidi di ferro possono
cementare sedimenti conferendo loro una colorazione rossastra.
L'insieme di questi processi, in tempi più o meno lunghi
trasformano un sedimento mobile in una roccia coerente che porta
i segni dell'ambiente in cui si è formata e delle modalità
della sua genesi. Si usa a tale proposito il termine di "facies"
(es.deposito di scogliera, deposito fluviale, detriti di falda).
Famiglie di ROCCE SEDIMENTARIE

Classificazione delle rocce sedimentarie
Rocce DETRITICHE o CLASTICHE
Sono formate da frammenti (clasti) di altre rocce,
vengono distinte in base alle dimensioni dei clasti.
CONGLOMERATI (o psefiti o ruditi)
Sono frutto della cementazione di ghiaie; se i
ciottoli sono spigolosi si dicono Brecce, se sono arrotondati Puddinghe.
Conglomerati ben cementati offrono interessanti arrampicate. E'necessaria
però una certa attenzione perché gli appigli sono
tondeggianti e le possibilità di sistemare delle protezioni
che non siano ad espansione sono scarse. Belli esempi di conglomerati
sono le brecce del Monserrat nel retroterra di Barcellona, le Torri
dei Mallos de Riglos sul versante sud dei Pirinei. Puddinghe le
guglie delle Meteore nella Grecia centro-settentrionale. Strutture
minori si trovano pure nelle vallate alpine e sono a volte utilizzate
come palestre ad es. nella bassa Val Tanaro presso Bagnasco.
ARENARIE (o areniti o psammiti)
| Sono costituite da sabbie
cementate che possono essere ricche di qarzo (arenarie quarzose),
o di frammenti di feldspati (arenarie feldspatiche), o di detriti
di calcare (arenarie calcaree). Derivano da sabbie desertiche,
dune litorali, sabbia fluviale o lacustre o deltizia, sabbie
costiere o di bassifondi marini. |

Roccia arenaria |
In Italia il più caratteristico rilievo di arenaria è
la Pietra di Bismantova nell'Appennino Reggiano.
Arditi torrioni di arenaria, molto frequentati dagli alpinisti si
trovano in Sassonia e nel Paradiso Boemo vicino a Praga. Sempre
di arenaria sono i blocchi della palestra di roccia di Fontainebleau
vicino a Parigi e le pareti delle cave di Maiano dove si esercitano
gli arrampicatori fiorentini.
ARGILLITI (o peliti o lutiti)
| Sono costituite da fini particelle
depositatesi in prevalenza sul fondo di grandi laghi, al largo
dei delta, in mare aperto, in pieno oceano. |

Argillite
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- Calcari detritici: indicano rocce clastiche
costitute da frammenti calcarei, spesso minuti, gusci di vari organismi
cementati da calcite.
- FLYSCH termine tratto dal gergo dei minatori
svizzeri del secolo scorso che designa nelle Alpi depositi marini
(spessi fino a 2000 metri) che presentano spesso una alternanza
di strati di arenarie, argilliti, con a volte intercalati conglomerati
o calcari. Queste alternanze si formano spesso per un fenomeno di
risedimentazione, che si verifica quando sedimenti come sabbie ed
argille già accumulatisi al largo di una costa, vengono rimessi
in movimento e scendono lungo un pendio sottomarino, fino a raggiungere
il fondo di una piana abissale.
- MOLASSE sono dei grandi depositi sedimentari,
evidenti soprattutto ai piedi settentrionali delle Alpi (Svizzera,
Austria), formatisi in pianure alluvionali, mari ed anche laghi
in un periodo in cui la catena alpina era definitivamente emersa
dalle acque. Sono costituiti da quarzo, feldspati, argille spesso
legati con calcare.
Rocce ORGANOGENE
Sono formate in grande prevalenza da gusci ed apparati scheletrici
o ammassi di organismi costruttori (spugne e coralli) che danno
origine a scogliere ed atolli.
Rocce CHIMICHE
Si formano per precipitazione diretta di sali dalle acque marine
e continentali in seguito ad aumento della temperatura, forte evaporazione,
diminuzione dell'anidride carbonica.
CALCARI
Sono di precipitazione chimica si originano ad
es. quando le acque subiscono un forte riscaldamento. Nei mari tropicali
il carbonato di calcio precipitato dall'acqua si dispone in involucri
concentrici, piccole sfere dette ooliti. In ambiente continentale,
vicino a sorgenti calde e ricche di minerali, si può avere
precipitazione di carbonato di calcio che ricopre i vegetali presenti
originando una roccia calcarea molto porosa, il travertino.
I calcari possono precipitare misti a materiali terrigeni. Quando
la frazione argillosa supera il 25% si hanno le Marne calcaree ed
oltre il 35% le Marne.
DOLOMIE
Sono costituite per oltre il 50% dal minerale dolomite
unito a calcite. Si originano dalla trasformazione di rocce inizialmente
calcaree che si trovano in mari caldi con lagune e barriere coralline
o in ambienti con notevole evaporazione. In queste situazioni il
magnesio sostituisce il calcio generando una roccia nuova più
solida e compatta. I fossili eventualmente presenti vengono quasi
sempre totalmente distrutti.
Esistono poi rocce intermedie di passaggio tra calcari e dolomie:
calcari dolomitici, dolomie calcaree.
Le dolomie più pure sono più resistenti dei calcari
alla corrosione operata dall'acqua, più dure e più
fragili tendono a fratturarsi a cubetti generando pareti molto ripide
con molti appigli, fessure, camini.
Calcari e dolomie costituiscono notevoli formazioni, basti pensare
alle Dolomiti, alle Grigne, alle alpi Carniche e Giulie, Carso e
Dalmazia, alla Marmolada, le Marmole, il Marguareis e le alpi liguri,
il Gran Sasso d'Italia, il Giura franco-svizzero, in Provenza le
cime del Vercos, il Canyon du Verdon, le Calaques di Marsiglia.
RADIOLARITI, DIATOMITI, SPONGOLITI
Sono rocce costituite da gusci silicei di organismi
marini.
EVAPORITI
Si tratta di depositi costituiti da calcite, gesso,
cloruro di sodio, solfati generati dall'evaporazione di dell'acqua
di mare. Nelle Alpi depositi di questo tipo, formatisi 200 milioni
di anni fa nel periodo Triassico, giocano un ruolo di prim'ordine.
Essendo molto plastici e incoerenti permettono lo scivolamento di
strati rocciosi sovrastanti che possono spostarsi a grande distanza.
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