Le rocce metamorfiche
Sono le più abbondanti nell'arco alpino, esse si formano,
come dice il nome, per cambiamento di preesistenti rocce magmatiche,
sedimentarie o metamorfiche, dovuto all'azione delle forti pressioni
e del calore che sono presenti nella crosta terrestre. La composizione
chimica globale viene conservata, gli atomi si riorganizzano formando
nuovi minerali e qualcosa della roccia originaria si può
preservare. Considerando i parametri di temperatura e pressione
è possibile rappresentare in un diagramma le diverse situazioni
di metamorfismo.
Come si può notare in condizioni di
elevata temperatura le rocce fondono originando magmi (si
parla in tal caso di anatessi), mentre in condizioni di bassa
pressione e bassa temperatura si sviluppano rocce sedimentarie.
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Schema del metamorfismo
e del magmatismo in diverse condizioni |
Metamorfismo di contatto:
Quando un magma risale attraverso la crosta o si ferma all'interno
di questa, provoca un forte aumento di temperatura nelle rocce circostanti.
Queste ultime subiscono modificazioni nella composizione dei minerali.
Attorno ai grandi ammassi batolitici (es. Monte Bianco , Aiguilles-
Rouges, Aar-Gottardo, Adamello) per un'aureola che può estendersi
per un kilometro, si realizza un metamorfismo tanto più intenso
quanto più si è vicini alla massa magmatica. Nel caso
di piccoli filoni magmatici il metamorfismo sarà limitato
a pochi metri o anche meno.
Metamorfismo dinamico (o cataclastico):
Si osserva in corrispondenza delle grandi faglie, cioè di
quelle fratture, lungo cui una massa rocciosa scivola a ridosso
di un'altra. Lungo la superficie di contatto tra le due masse, per
uno spessore da pochi cm a molti metri, le rocce vengono sgretolate
ed addirittura polverizzate con vere e proprie fusioni di parte
del materiale per il calore liberato dal fortissimo attrito.Le rocce
che ne derivano dette Miloniti sono molto dure e costituite da materiali
fini.
Metamorfismo regionale:
Avviene ogni volta che movimenti della crosta terrestre fanno sprofondare
all'interno masse rocciose con coinvolgimento di aree molto vaste:
è questo il caso dell'arco alpino.
Quando nel metamorfismo prevale l'azione di forti pressioni si formano
di preferenza minerali appiattiti o lamellari (come le miche) orientati
tutti nello stesso modo (perpendicolarmente alla direzione della
pressione), tanto da risultare regolarmente disposti lungo piani
paralleli. Le rocce che ne derivano presentano di conseguenza una
tipica "scistosità" cioè la proprietà
di suddividersi facilmente in lastre secondo piani paralleli.
Famiglie di ROCCE METAMORFICHE

Tabella delle rocce più comuni
FILLADI
Derivano dal metamorfismo di basso grado di rocce argillose o argillo-sabbiose;
sono formate da minutissimi cristalli, non distinguibili ad occhio
nudo, di quarzo, miche, clorite. La scistosità è molto
accentuata, tanto da provocare lo sfaldamento della roccia in sottili
foglie. Se le rocce di partenza contenevano residui di vegetali,
questi, trasformati in grafite conferiranno un colore scuro alla
roccia (es. ardesie di Lavagna).
MICASCISTI
Derivati dal metamorfismo di grado da medio ad alto di rocce argilloso-arenacee,
presentano piccoli cristalli, di quarzo e miche, riconoscibili ad
occhio nudo ed orientati su piani paralleli tra loro.
Di solito si tratta di rocce poco compatte che in qualche caso,
come nei Denti d'Ambin in Val Susa, offrono una discreta possibilità
di arrampicata.
GNEISS (pronuncia g-naiss con la g dura)
Generati a partire da rocce argillose ricche di quarzo o da graniti
per effetto di pressioni e temperature superiori che determinano
la formazione di evidenti bande di minerali scuri alternate a bande
di minerali chiari, solitamente feldspati.
Sono di gneiss molte cime del gruppo del Monte Rosa, delle medie
valli del Ticino, bassa Formazza, delle Retiche.
CALCESCISTI (Schistes lustrès, Bundnerschiefer)
rocce di colore grigio, a volte verdastro o nocciola, di aspetto
feltroso, lucido dovuto alla presenza della mica sericite. Derivano
dal metamorfismo regionale di sedimenti calcareo-marnosi o marne
in cui la parte calcarea si ricristallizza mentre i minerali argillosi
si trasformano in miche (es. la lucida sericite) formando bande
ondulate. Nelle Alpi occidentali e centrali i depositi di calcescisti
raggiungono spessori di 1-2 kilometri formando rilievi sovente tondeggianti
ottimi per lo sci e qualche cima più ardita come il Rocciamelone.
SERPENTINITI
Rocce scistose di colore verde, derivate dal metamorfismo regionale
di basso grado di rocce ignee ultrabasiche
In zone della crosta caratterizzate da alte pressioni
ma da temperature relativamente basse, come durante l'orogenesi
alpina, dal metamorfismo di rocce basaltiche si formano SCISTI BLU
a glaucofane. Sempre a metamorfismo di rocce basiche in condizioni
di pressioni e temperature molto elevate sono riferite le ECLOGITI
mentre in condizioni di metamorfismo ad alta temperatura ed in assenza
di acqua si formano le GRANULITI a granati.
QUARZITI
Rocce molto dure costituite da un mosaico di granuli di quarzo ricristallizzati,
di aspetto a volte saccaroide generate dal metamorfismo di arenarie
quarzose più o meno pure.
Sulle Alpi Cozie ne troviamo originali esempi alpinisticamente interessanti:
il gruppo Castello-Provenzale in Val Maira, la rognosa d'Etiache,
il Dente della Bissort ed i Rocher Cornus.
MARMI
Sono generati dal metamorfismo di calcari in cui i cristalli di
carbonato di calcio, per effetto del calore crescono diventando
delle dimensioni dei grani di zucchero. Un marmo fratturato presenta
perciò un aspetto paragonabile ad un blocco di zucchero:
frattura "saccaroide".
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