| Grazie alla scoperta
del DNA e degli strumenti per modificarlo, quali gli enzimi di
restrizione, le tecnologie per il clonaggio dei geni e la possibilità
di far integrare i geni in organismi diversi da quelli da cui sono
prelevati, sono nate le moderne biotecnologie, un insieme di
tecnologie che permettono di agire a livello molecolare per ottenere
nuovi prodotti utili all’uomo.
In particolare la
tecnologia del DNA ricombinante ha permesso un nuovo approccio alla
ricerca scientifica e ha portato molte applicazioni pratiche di
grande importanza. Queste nuove metodologie hanno infatti permesso
progressi senza precedenti in diversi settori quali la farmacologia,
la medicina, la genetica umana e l’agricoltura.
Dalla scoperta della
struttura chimica del DNA, punto di partenza fondamentale, si è
giunti fino alla possibilità di produrre proteine utili
all’uomo dal punto di vista medico grazie alla tecnologia del
DNA ricombinante. Infatti, un numero sempre maggiore di farmaci viene
oggi prodotto utilizzando questi nuovi procedimenti e ne sono esempi
i fattori di agglutinazione, l’ormone umano della crescita e
l’insulina umana. La produzione biotecnologica di insulina ha
portato numerosi vantaggi: in precedenza questo ormone era
disponibile solo in piccole quantità, era di tipo animale
quindi non efficace come quello di tipo umano e, in alcuni individui,
scatenava reazioni allergiche; l’insulina prodotta attualmente
è invece disponibile in grandi quantità, producibile a
bassissimo costo, più efficace, pura e sicura e non crea
situazioni di rigetto.
I
diabetici non possono far altro quindi che ringraziare Watson e Crick
e tutti gli altri scienziati e ricercatori che dopo di loro hanno
creduto nella scienza e, più recentemente, nelle
biotecnologie. Grazie alla biochimica molecolare, già nei
prossimi anni, sarà possibile debellare tante altre malattie e
ognuno di noi avrà la possibilità, conoscendo il
proprio genoma, di prevenire o curare gran parte delle patologie che
ancora oggi sono fonte di sofferenza per tante persone.
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