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OSSERVAZIONI SULLA COCCINIGLIA DEL NOCCIOLO
E SU Brachytarsus fasciatus (Foerst.),
SUO LIMITATORE NATURALE IN NOCCIOLETI
DEL PIEMONTE MERIDIONALE (LANGHE OCCIDENTALI).
Nell'area
oggetto di studio, nel 1995 e nel 1996 i corilicoltori di Carrù,
Clavesana, Benevagienna, Piozzo, Lequio Tanaro, Farigliano e Bastia
Mondovì richiamarono l'attenzione dei tecnici fitopatologi
sulla presenza di forti infestazioni di cocciniglie a carico dei giovani
rami dei noccioli.
L'azione di questi fitomizzi determina abbondante produzione di melata
e disseccamenti rameali. I rilievi in campo, le successive osservazioni
in laboratorio ed il confronto con i dati bibliografici permisero
di identificare il fitofago come appartenente alla specie Eulecanium
tiliae (L.) (= E. coryli [L.], E. mali [Schr.]) o Lecanio del nocciolo.
Nell'ambito dell'attività di assistenza fornita alle aziende
aderenti ai progetti attuativi del Regolamento CEE 2078/92, venne
presa l'iniziativa di seguire il ciclo di sviluppo del Lecanide al
fine di valutarne la pericolosità, individuare la presenza
di limitatori naturali e stabilire quali siano i momenti più
opportuni per l'attuazione di interventi di difesa.
A partire dal maggio 1997 sono stati perciò effettuati rilievi
a cadenza settimanale sui noccioleti delle aziende che si avvalgono
del servizio di assistenza tecnica nei comuni di Carrù, Clavesana,
Piozzo, Farigliano, Dogliani, Bastia Mondovì e Lequio Tanaro
in provincia di Cuneo.
1. Ciclo di sviluppo del Lecanide - Grafico
2. Brachytarsus fasciatus (Foerst.) caratteristiche
e cenni biologici
3. Conclusioni e bibliografia
4. Gli autori
1. Ciclo di sviluppo del Lecanide
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Dalle
osservazioni condotte risulta che Eulecanium tiliae (L.) svolge
un ciclo con una sola generazione annua in cui lo svernamento
avviene allo stato di neanidi presenti in massima parte sulle
gemme e secondariamente sui rametti dell'anno. Sono state contate
fino a 22 neanidi per gemma apicale.
In primavera avviene la migrazione delle neanidi ai germogli in
sviluppo. Tale fenomeno è direttamente collegato al germogliamento
del nocciolo e pare influenzato dalle condizioni climatiche. Nel
1998 la migrazione è avvenuta dal 14 marzo al 10 aprile,
nel 1999 dal 30 marzo al 20 aprile, nel 2000 dal 12 marzo al 5
aprile, nel 2001 dal 28 marzo al 15 aprile.
All'insediamento sui getti segue la deposizione delle uova; queste
appaiono inizialmente di colore bianco, per virare durante lo
sviluppo al giallo e poi all'arancio carico.
Le femmine ovigere risultano protette da un follicolo lucido,
di colore bruno. Dalle uova nascono giovani neanidi che, dopo
una breve permanenza sotto il follicolo (1-2 giorni), migrano
rapidamente alle foglie, fissandosi prevalentemente sulla pagina
superiore. Durante questa migrazione è molto alta la mortalità
cui vanno incontro le giovani neanidi.
La migrazione delle giovani neanidi alle foglie, si è svolta
nel 1997 dal 23 maggio al 2 giugno, nel 1998 dal 12 al 15 giugno,
nel 1999 dall'8 al 15 giugno, nel 2000 dal 28 maggio al 6 giugno
e nel 2001 dal 3 al 18 giugno.
A fine ciclo vegetativo, durante il mese di ottobre prima della
caduta delle foglie, le neanidi migrano alle gemme e ai getti
per lo svernamento.
Le
osservazioni condotte hanno permesso di individuare la presenza,
durante la primavera, di un limitatore naturale di Eulecanium
tiliae (L.): il coleottero Anthribidae Brachytarsus fasciatus
(Foerst.). |

Follicoli femminili
di E.tiliae(L.)
ai primi di giugno
Giovani cocciniglie
sulle foglie a fine luglio

Grafico
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2. Brachytarsus fasciatus (Foerst.) caratteristiche e cenni biologici
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L'adulto presenta un corpo nero, con elitre di colore fulvo, provviste
di numerose macchie nerastre. Lunghezza: 3-4 mm.
La larva ha un corpo di colore cremeo; capo castano con una fascia
longitudinale mediana e altre in corrispondenza delle suture frontali,
di colore cremeo; zampe ridotte a piccole sporgenze laterali,
subconiche, fornite di 6-7 setole. Lunghezza 5.5 mm.
La pupa, di colore cremeo, all'addome presenta due appendici spiniformi
distali, brune. Lunghezza 3-4 mm.
Gli adulti neosfarfallati compaiono nel mese di giugno, ma non
si riproducono sino alla primavera dell'anno successivo. In marzo
- aprile, allorquando si hanno le femmine ovigere di Eulecanium
tiliae (L.), gli adulti di B.fasciatus le cacciano attivamente,
lacerando il loro esoscheletro con le mandibole e praticando un
foro, attraverso il quale essi penetrano con il capo e parte del
corpo, alimentandosi degli organi interni delle Cocciniglie. Ai
primi di aprile inizia la ovideposizione del Brachytarsus. Le
uova sono deposte sotto il corpo delle Cocciniglie ospiti e le
larve del predatore, rimanendo sotto il corpo del Lecanide, si
nutrono delle uova. Ogni larva di Brachytarsus consuma tutte o
quasi le uova deposte (oltre 4000) e quindi raggiunge la maturità,
impupandosi sotto il corpo della Cocciniglia.
Il ciclo da uovo a adulto neosfarfallato si realizza in circa
2 mesi.

Percentuale di follicoli interessati dall'azione del predatore
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Brachytarsus
fasciatus (Foerst.),
adulto (a sinistra),
larva (al centro),
e pupa

Follicoli
con fori dovuti all'azione del limitatore naturale Brachytarsus
fasciatus (Foerst.) |
3. Conclusioni
Alla
luce di quanto rilevato, risultano essere momenti propizi per l'intervento
diretto contro la Cocciniglia i periodi di migrazione primaverile ed
autunnale. Ottimale risulta essere l'intervento autunnale in cui sono
estremamente ridotte le possibilità di colpire i predatori. Anche
i trattamenti invernali risultano efficaci e non dannosi per il limitatore
naturale Brachytarsus fasciatus (Foerst.) .
Nella zona considerata dal presente lavoro, ove necessario, è
stato consigliato l'intervento autunnale o invernale con polisolfuro
di bario conseguendo sempre buoni risultati.
Lo studio effettuato porta a concludere che eventuali trattamenti insetticidi
contro altri fitofagi del nocciolo (cimici, balanino, afidi) vanno posizionati
al di fuori del periodo in cui il Brachytarsus fasciatus (Foerst.) è
attivo su uova e neanidi di Eulecanium tiliae (L.) .
L'indagine compiuta dimostra che tale periodo è molto variabile,
potendosi estendere a partire dall'inizio di aprile fino alla metà
di giugno. E' dunque opportuno effettuare eventuali trattamenti insetticidi
generalmente non prima del 15 giugno.
Un monitoraggio accurato del ciclo biologico del predatore da parte
dei tecnici, risulta quindi opportuno, al fine di realizzare il piano
d'intervento ottimale, che salvaguardando il limitatore naturale e garantisca
un'efficace difesa contro gli altri fitofagi del nocciolo.
Bibliografia
Ermenegildo Tremblay "Entomologia applicata" vol. II parte
prima Liguori editore Napoli 1981.
Gennaro Viggiani "Lotta biologica ed integrata" Liguori editore
Napoli 1977.
4. Autori
Giacomo
Olivero, dottore in Scienze Agrarie, professore di Biologia applicata
presso la sezione sperimentale del Liceo Scientifico "L. Cocito"
di Alba (CN).
Guido
Soldi, dottore in Scienze Agrarie, ex allievo del Liceo Scientifico
"L. Cocito" di Alba (CN).
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