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Ripetibile. Visibile. Pubblico. Così Elena Cattaneo ha definito i caratteri imprescindibili di ogni risultato del suo lavoro. Un esempio di democrazia che unisce tutti gli uomini e le donne della scienza, volta al progresso sociale.
Ogni scienziato, per primi i ricercatori, ha il compito di mettere in comune le proprie idee: “ci si può innamorare delle proprie idee” ma “le sposerai soltanto quando sarai sicura”; è fondamentale nella ricerca, come nella vita, avere delle idee ed essere capaci di metterle in discussione attraverso le sperimentazioni.
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Nel deserto della non conoscenza bisogna porsi degli obiettivi, sapersi costruire una strada e seguirla, per riuscire a spostare i nostri limiti e arrivare a conoscere di più. Questo è il motore della ricerca sulla Corea di Huntington, condotta all’Università di Milano, nei laboratori della prof.ssa Cattaneo. Uno dei grandi risultati finora ottenuti è stata l’individuazione del gene responsabile della malattia di Huntington: come ogni nuova scoperta rappresenta, per i ricercatori, un punto di arrivo e una nuova partenza. Come per ogni conquista, il percorso di un ricercatore è ricco di ostacoli: determinante è la forza di lottare. Contro l’ipocrisia di un sistema politico inadeguato, contro gli attacchi di alcuni studenti, contro l’ignoto davanti a cui ci si ritrova ricercando. Per questo, afferma la direttrice Unistem, non si smette mai di crescere in questo lavoro: si impara a stare con gli altri, si impara a sbagliare e poi ricominciare, si impara a dissentire, a guardare e a fare con le proprie mani.
Il lungo applauso delle classi quinte del Liceo Scientifico Cocito è rivolto alla forza con cui la prof.ssa Cattaneo conduce la propria lotta, alla sua dedizione alla scienza, alle scoperte e alle speranze ridate ai malati di Corea.
Classe VF, Liceo Scientifico Cocito – Alba |